Perchè è quasi impossibile che l’Ungheria possa ricevere delle sanzioni?

Sanzioni all’Ungheria? Non ancora, almeno secondo Trattato. Quella di oggi è stata solamente l’avvio della procedura che potrà portare all’applicazione di sanzioni nei confronti del Paese guidato da Orban.

È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell’UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell’Unione.

La proposta di decisione del Consiglio, approvata oggi, sarà trasmessa agli Stati membri dell’UE. Questi possono, deliberando a maggioranza di quattro quinti, determinare l’esistenza di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell’UE in Ungheria. Il Consiglio dovrebbe prima ascoltare le opinioni delle autorità ungheresi. Ogni eventuale decisione deve ricevere il consenso del Parlamento. Gli Stati membri possono anche decidere di rivolgere raccomandazioni all’Ungheria affinché affronti la situazione di rischio.

In una fase successiva, il Consiglio europeo (Capi di stato o di governo) può determinare, all’unanimità e con l’approvazione finale del Parlamento, l’esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione (e non più rischio) dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei Ministri.

Nei fatti l’Ungheria potrebbe non ricevere alcuna sanzione: basterà semplicemente l’intervento di un Paese del gruppo di Visegrad, oppure di un Paese come l’Italia, per bloccare la seconda fase o l’intervento dell’intero gruppo di Visegrad, semmai con l’aggiunta di qualche Paese amico, nella prima fase per stoppare l’annosa questione e chiudere il problema.