Sarkozy fermato per i soldi libici

Magari finirà tutto in una bolla di sapone. Ma visto che si tratta della giustizia francese e non di quella italiana, il fermo di Nicolas Sarkozy appare quantomeno clamoroso. Un ex presidente della repubblica coinvolto in una vicenda di finanziamenti illeciti da parte della Libia.

Magari sarebbe stato  fondamentale accorgersene prima, per evitare l’ignobile aggressione francese contro Tripoli con l’assassinio di Gheddafi, una guerra civile che non è ancora finita e l’invasione dell’Italia da parte di quelle stesse persone che il Colonnello bloccava. Indubbiamente il modo migliore per nascondere le prove di corruzione o aiuti illeciti è l’eliminazione fisica di chi ha pagato. E poi la Francia è già abituata a questi fiumi di denaro, e di diamanti, in arrivo dall’Africa. Non è quindi scontato che si arrivi davvero al carcere per l’ex presidente. Anzi, si può scommettere sul contrario. Ma il fermo rappresenta comunque un segnale interessante, un passo avanti significativo in direzione di un pallido tentativo di mini giustizia.

Ovviamente non ci si può illudere su un eventuale contagio francese da questo versante delle Alpi. In particolar modo per quanto riguarda la vicenda libica. Da noi nessuno ha neppure ipotizzato la corruzione o qualcosa di analogo. Da noi si è semplicemente trattato di totale incapacità politica, di inadeguatezza dei ministri. Non serve l’intervento della magistratura, in questa vicenda. Sarebbe servito, e non c’è stato, un intervento onesto dei media. Invece il servilismo, come sempre, ha prevalso ed i colpevoli di quella vergognosa pagina di storia italiana continuano a far danni in politica. Almeno i francesi hanno avuto la capacità di rimandare a casa Sarkozy prima ancora di permettergli la candidatura per l’Eliseo.

Sono quelle piccole soddisfazioni, praticamente le uniche, che consentono ai transalpini di sentirsi superiori. Sarkozy cacciato dagli elettori, La Russa riconfermato da quelli italiani

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 358 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".