Sui migranti l’Ungheria non è sola, Italia e Grecia sì

Non è necessario essere intelligenti per assurgere ai vertici dell’Ue. E non serve neppure il senso del ridicolo. Così il brillante Juncker può tranquillamente tuonare contro le decisioni unilaterali dell’Ungheria che metterebbero a rischio la coesione europea sul problema degli invasori. Già, l’Ungheria. L’unica a prendere provvedimenti per evitare di essere invasa dagli ospiti invitati da Merkel e Boldrine, da Tsipras e dal bugiardissimo. Beh, forse non proprio l’unica. Il Belgio annuncia nuovi controlli al confine francese, la Francia ai confini italiani, l’Austria a tutti i confini. E per bloccare l’invasione l’Austria ha riunito 10 Paesi, non tutti dell’Ue, mettendo intorno allo stesso tavolo anche Serbia e Kosovo, oltre all’Albania. Un messaggio esplicito a Tsipras, neppure invitato: se la Grecia si rifiuta di respingere chi non ha diritto all’asilo e’ libera di farlo, ma non speri di scaricare sugli altri Paesi le sue scelte non condivise. Ecco, se Juncker volesse individuare un Paese che crea problemi con le sue scelte unilaterali, dovrebbe guardare alla Grecia, non all’Ungheria. Ma potrebbe guardare anche all’Italia che continua, ostinatamente, ad evitare di rimpatriare i clandestini che non hanno diritto di restare. Sperando che i clandestini si facciano contare, in modo da garantire il reddito alle cooperative, e poi svaniscano verso altri Paesi. Così le cooperative finto solidali continuano ad incassare senza neppur dover spendere. Peccato che, con le frontiere chiuse, i clandestini restino in Italia dove sanno di poter contare sull’appoggio di politici buonisti e di magistrati imbarazzanti. Quelli che scarcerano al volo criminali recidivi, purché stranieri, ed arrestano un ottantenne italiano reo di aver offeso i vigili urbani. Una giustizia che tutela solo gli stranieri e che infierisce sugli indigeni. Colpevoli, sicuramente, di aver votato per chi ha predisposto leggi a tutela dei veri criminali e di chi li protegge.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

Commenta per primo

Lascia un commento