CAFADOS: OVVERO COME INGANNARE IL CONSUMATORE

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Attenzione al pesce fresco; vi è il rischio che si tratti di una fregatura. Come? Usando una sostanza chiamata Cafodos o Cafados, prodotto non commerciabile in Italia ma al contempo questo viene prodotto in Spagna. L’additivo viene aggiunto all’acqua ossigenata e non presenta caratteristiche di tossicità, dobbiamo comunque ricordare che è molto difficile trovare tracce di questo sul pesce visto che il contatto con l’acqua dissolve i suoi componenti. Per chi fosse interessato, a livello tecnico, la istidina (un aminoacido che costituisce le proteine dei muscoli) si trasforma in istamina, una molecola che può causare allergie e reazioni anafilattiche. Nel dettaglio, i pesci che potrebbero essere “truccati” col Cafados sono il tonno, lo sgombro, la palamita, la sardina e l’acciuga.

Il rischio del consumatore è comunque indiretto, lo troviamo solo nel caso in cui sia avariato o con manifestazioni acute simili a quelli di una comune allergia: arrossamenti cutanei, cefalea, palpitazioni, nausea, diarrea. Per le persone asmatiche o cardiopatiche i sintomi potrebbero essere anche più violenti e pericolosi. Come proteggersi – Che cosa si può fare, dunque? Il Cafados rende le superfici brillanti, ma non attenua la perdita della sodezza della carne di pesce: tastate gli animali. Inoltre si può cercare di capire se il pesce è fresco guardandone gli occhi: in particolare se sono appiattiti e infossati, poiché il Cafados non ne attenua il degrado. Anche l’odore gioca un fattore determinante, la sostanza non ne può mascherarne l’odore.

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