GIORNATA ALIMENTAZIONE: COLDIRETTI, PREZZI MONDIALI A MINIMI DA 5 ANNI

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I prezzi agricoli mondiali scendono al minimo da cinque anni mettendo la sopravvivenza economica degli agricoltori nei diversi continenti e la disponibilità di cibo necessario a combattere la fame nei prossimi anni. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione sulla base dell’indice dei prezzi alimentari ad agosto della Fao che promuove l’iniziativa dedicata quest’anno all’agricoltura familiare. L’indice dei prezzi – sottolinea la Coldiretti – è sceso su valori che non si registravano dal settembre 2010 per effetto del crollo dei prezzi di tutti i principali componenti della dieta, dai lattiero caseari (-24,2 per cento in un anno) ai cereali (-8,8 per cento) fino allo zucchero (-7,4 per cento). Il risultato è la mancanza di sostenibilità economica dell’attività agricola in molte aree del pianeta con l’abbandono di intere aree rurali da parte degli famiglie di agricoltori o – precisa la Coldiretti – la loro cessione a grandi gruppi straniere con il fenomeno del land grabbing. L “accaparramento della terra”, cioè l’acquisizione da parte di privati o di enti governativi stranieri del diritto di sfruttare terreni coltivabili è cresciuto in maniera vorticosa nell’ultimo decennio: secondo i dati forniti dal portale Land matrix che monitora il land grabbing nel mondo, a partire dal 2000 sono stati attivati 1.217 contratti per lo sfruttamento su larga scala di terreni agricoli. Questi contratti interessano circa 83 milioni di ettari di territorio (poco più del 2% dell’estensione mondiale delle terre coltivabili), la maggior parte dei quali situati in Stati africani come il Sudan, la Tanzania, l’Etiopia, la Repubblica Democratica del Congo. Seguono poi aree dell’Asia e dell’America Latina. Le quotazioni dei prodotti agricoli – denuncia la Coldiretti – sono infatti sempre piu’ fortemente condizionati dai movimenti di capitale che con la crisi si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia. Il risultato – precisa la Coldiretti – è una insostenibile instabilità dei prezzi dei prodotti agricoli che dipende sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre piu’ dai movimenti finanziari. E’ già grave che il sistema della finanza, dell’economia di carta, si sia affermato sull’economia reale, ma – continua la Coldiretti – applicarlo anche al cibo significa far morire di fame la gente. La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha generato la crisi internazionale ed ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero. Gli effetti drammatici, legittimati sull’altare di un libero mercato senza regole, vanno dalle speculazioni sulle materie prime agricole al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi piu’ poveri, il cosiddetto land grabbing, fino alle grandi bugie sul potere salvifico degli organismi geneticamente modificati (Ogm), la cui diffusione sotto il pressing delle multinazionali è aumentata – continua la Coldiretti – senza migliorare la situazione economica dei produttori. “L’emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive”, conclude il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all’omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall’estero”.

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