GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DEI CACCIATORI TENUTASI A VICENZA IL 25 GENNAIO 2014

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Grande successo della manifestazione dei cacciatori del Veneto, organizzata per sabato 25 gennaio u.s. presso la Fiera di Vicenza dall’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, dall’Associazione Enalcaccia Pesca e Tiro, dall’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale, dalla Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus.

Più di 2.500 cacciatori sono accorsi per assistere all’iniziativa organizzata per illustrare a tutte le forze politiche la determinata contrarietà dei cacciatori nei confronti della nuova proposta di Piano Faunistico Venatorio Regionale adottato dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell’assessore leghista Daniele Stival.

Non è bastata la capiente sala Palladio della Fiera di Vicenza a contenere tutte le persone accorse per dare sostegno agli organizzatori di questa bella e partecipatissima manifestazione.

Vista la massiccia affluenza di pubblico, gli organizzatori hanno dovuto chiedere all’Ente Fiera di mettere a disposizione altre due sale attigue con altrettanti maxischermi per permettere di seguire l’evento a tutti coloro che non erano riusciti ad entrare nella sala principale.

Dopo l’introduzione all’incontro da parte della Presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti-Confavi  Maria Cristina Caretta e del Presidente dell’Associazione Enalcaccia P.T. Tarcisio De Franceschi, che hanno spiegato le motivazioni che li hanno spinti ad organizzare l’evento di Vicenza, è intervenuto l’on. Sergio Berlato in qualità di Presidente nazionale della Fondazione per la Cultura Rurale-Onlus. L’on. Sergio Berlato, avvalendosi dei maxi schermi della sala Palladio e delle sale adiacenti, ha proiettato il testo della proposta di nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, evidenziandone alcuni dei principali contenuti che, se approvati  in legge dal Consiglio regionale, comporterebbero la decimazione dei rimanenti cacciatori del Veneto. Nel ricordare che in questa singolare proposta di nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale presentato dalla Giunta regionale del Veneto, è previsto, tra le tante nefandezze, l’aumento della quota associativa a carico dei cacciatori, fino a sei volte l’attuale, per pagare i danni provocati dalla fauna selvatica; la drastica riduzione del territorio cacciabile; l’innalzamento degli indici di densità venatoria con la conseguente espulsione di un numero notevole di cacciatori dagli attuali ATC e Comprensori alpini; l’esautorazione dei cacciatori dal diritto di partecipare all’assemblea dei soci degli ATC; l’applicazione di nuove, ulteriori ed inaccettabili restrizioni all’esercizio dell’attività venatoria, l’on. Sergio Berlato non ha esitato a definire la proposta di Nuovo Piano Faunistico Venatorio come immonda ed irricevibile, invitando la Giunta regionale a ritirarla ed a spendere meglio i 183.000 euro sottratti ai cacciatori del Veneto per pagare alcuni consulenti di fiducia dell’assessore Stival che hanno predisposto una proposta che, oltre a non piacere a nessun cacciatore, corre il rischio di compromettere la corretta gestione del patrimonio faunistico in Veneto.

L’invito dell’on. Sergio Berlato alla Regione di ritirare la proposta di PFVR è stato sottolineato da un forte boato di approvazione da parte delle migliaia di cacciatori presenti all’evento.

A seguito dell’intervento dell’on. Sergio Berlato, ha preso la parola il vice presidente nazionale di Enalcaccia, prof. Pietro Saldan, il quale ha tenuto una articolata ma interessantissima relazione su come molti comitati direttivi degli ATC e Comprensori Alpini  usano in modo non sempre trasparente i soldi versati dai cacciatori.

Oltre all’esame ed all’illustrazione dei contenuti della proposta della Giunta regionale di nuovo PFVR, i relatori hanno chiesto a gran voce che la Regione del Veneto applichi correttamente il regime di deroga esplicitamente previsto dalla Direttiva 2009/147/CE, cosi come ribadito dall’art. 26 della Comunitaria 2013 recentemente approvata dal Parlamento italiano.

E’ stato chiesto altresì che si proceda celermente alla semplificazione delle normative in materia di appostamenti ad uso venatorio, dal momento che la Regione, nonostante l’approvazione di ben tre leggi regionali e tre delibere di Giunta, non è ancora riuscita a trovare adeguata soluzione a questo fastidiosissimo ed onerosissimo problema.

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