LETTERE AL GIORNALE: DEL MADE IN ITALY

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La presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea – ormai agli sgoccioli – tra le altre cose è stata caratterizzata dall’incapacità e dalla dappocaggine dei nostri rappresentanti di centrosinistra (immaginiamo che la stesso sarebbe accaduto anche se avessimo avuto un governo di centrodestra) di tutelare il marchio “Made in Italy”; in particolare dei prodotti relativi alle nostre eccellenze agroalimentari, della moda e dell’abbigliamento, dell’artigianato d’arredo e design, ecc..

Come afferma Valerio Castronuovo sul “Il sole 24 ore” del 28 dicembre 2014: “La possibilità di contrassegnare e di garantire con l’etichetta “Made in Italy” questi e altri prodotti destinati all’export è una questione che si trascina da una decina d’anni, in quanto la UE non si è data finora un apposito regolamento a tale riguardo, benché fosse stato proposto nel 2005 dalla Commissione di Bruxelles e debitamente approvato dal Parlamento. Ma le relative disposizioni non hanno mai trovato concreto riscontro nell’ambito del Consiglio europeo. E ciò per l’opposizione della Germania, affiancata peraltro da gran parte dei paesi del Nord”.

Ancora una volta i nostri governanti non hanno voluto o “potuto” porre la questione in sede comunitaria di fronte alla chiusura tedesca. Berlino, infatti, non vuole che i prodotti in uscita dalla UE siano forniti di un inequivocabile marchio indicante la certa provenienza nazionale, poiché ciò impedirebbe alla Germania di “spacciare” come propri autentici prodotti anche quelli da lei realizzati in sedi delocalizzate o addirittura confezionati fuori dall’Europa. l’Italia, quindi, oltre ad essere già penalizzata dalle numerose ed eclatanti imitazioni e contraffazioni di diversi beni gabellati per italici, continua ad essere danneggiata anche dal “niet” opposto dai tedeschi sulla possibilità che i nostri prodotti possano uscire dal “Bel Paese” con un marchio di fabbrica che li caratterizzi inequivocabilmente come italiani.

Castronuovo, dunque, conclude il proprio articolo denunciando che: “L’industria italiana continua ad essere penalizzata da un divieto strumentale, tagliato su misura a beneficio di lampanti interessi altrui”.

Di ciò dobbiamo dire grazie a Governi imbelli e sottomessi a poteri forti anti italiani.

 

USN Bolzano – Eriprando della Torre

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