La bufala della bandiera neonazista al comizio di Salvini a Milano

Vari giornali italiani sono usciti con la notizia secondo la quale al comizio della Lega Nord sventolasse una bandiera di gruppi neonazisti degli Stati Uniti, ma la storia è totalmente diversa. A spiegarlo l’autore del gesto che ha così motivato il tutto: “Trollata meglio riuscita della mia vita, gruppi interi triggerati perché una paginetta da 5K likes che esiste da un paio di mesi è stata più originale di loro. Giornali e Politici (ciao Fiano!) che scrivono articoli sul ritorno dei nassisti in Italia, quando il fine della bandiera del Kekistan è appunto fregare e innervosire (troll & trigger) certe persone”.

La bandiera è stata così descritta: “Quattro “K” a disegnare una specie di svastica, dentro un cerchio crociato bianco e nero su sfondo verde.Mentre sul palco Matteo Salvini giurava con il rosario in mano sul Vangelo e sulla Costituzione, mentre mandava baci alla Madonnina e citava Pertini e Pasolini, tra la folla in piazza Duomo, in mezzo alle bandiere bianche e blu di “Noi con Salvini” e Salvini premier”, ne sventolava anche una decisamente poco in linea con l’immagine cattobuonista sfoggiata ieri dal leader leghista: è la bandiera del Kekistan, uno stato immaginario, bandiera usata dai gruppi neonazisti  e suprematisti negli Stati Uniti e molto popolare sui social media”.

Nei fatti si è, però, trattato di una goliardia organizzata dalla pagina satirica, e non da un gruppo politico neonazista, “Dio Imperatore Salvini”.