Marco Giallini: “La popolarità ti dà e ti toglie. Ora sono più solo di prima”

Marco Giallini è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

Da mercoledì prossimo su Rai2 il popolare attore romano sarà di nuovo Rocco Schiavone: “Cosa c’è da aspettarsi da questa seconda serie? Non lo so (scherza), ho fatto talmente tante altre cose nel frattempo che me lo sono dimenticato. Ormai da un po’ sono in un periodo d’oro. Mi ricordo quando una sera a Modena, in un teatro, c’erano un sacco di donne. Ho preso il microfono, hanno iniziato a fare un casino. Ho detto ‘ma se fossi stato anche bello che cavolo avreste fatto?’ Tornando a Schiavone, diciamo che alcune tra le domande che tutti si fanno nel corso della prima serie, troveranno delle risposte. Schiavone caratterialmente è molto simile a me. Al di là delle vicende personali. Anche se quelle, ovviamente, ti formano.”

Sul suo rapporto con le donne: “Molte donne impazziscono per me? Non ne conosco il motivo. Si vede che passano parola. Con le donne ho sempre avuto un certo successo, anche prima che arrivasse la fama. Piacevo, ora non è che voglio apparire come chissà cosa. Sono sempre andato via come il pane, ma quello umbro, tagliato a fette fine fine”.

Sul suo rapporto con la notte: “Vivo solo la notte, mi piace andare a letto molto tardi. I miei vizi? Tanti, come tutti. Però tutti curabili, magari questo è già qualcosa. Vizi grandi non ne ho dai, ho molte passioni. Una notte indimenticabile della mia vita? Ce ne sono state tante, anche con gli amici. Poi quelle con la mia fidanzata, che poi è diventata mia moglie, o con altre donne che hanno attraversato la mia vita, ce ne sono state”.

Un aneddoto su quando interpretò il Terribile di Romanzo Criminale: “Pesavo 10 chili di meno, ero reduce da un incidente gravissimo con la moto. Avevo mezza faccia di meno, il bacino spezzato, ero tutto rotto, una sorta di martire della motocicletta. Calcolate che giravo con le stampelle mentre eravamo sul set. Per fortuna Sollima e la produzione mi aspettarono. I medici mi avevano detto che mi serviva un anno per riprendermi, ma grazie alla mia forza di volontà dopo 3 mesi stavo sul set. Avevo una cinquantina di fratture”.

Sul suo carattere: “Io sono uno abbastanza solitario, anche se i miei amici non lo sanno. Specialmente da quando è arrivata questa popolarità, conseguenza del successo tanto agognato. Alla fine ti ritrovi più solo di prima. Scusatemi per la retorica, ma è così che funziona. Alla fine rimani da solo. Un po’ scherzo, ma è vero, succede così. La popolarità ti dà e ti toglie, ma va bene così, per tutto, ci mancherebbe altro”.

Sui ruoli che gli hanno cambiato la vita, in termini di popolarità: “A parte il primo film, è stato fantastico lavorare con Risi e Caligari.Il film che ha portato botte forti in termini di popolarità è stato Posti in Piedi, con Verdone, il Terribile, Acab, Tutta colpa di Froid e poi Perfetti Sconosciuti, che è stato un colpo a livello mondiale. Dopo quel film ho visto i giapponesi passare a San Pietro e riconoscermi. Se l’avesse visto mio padre, avrebbe detto che mi stavano scambiato con qualcun altro”.