Ieri Renzi lo ha definito “collega”, ritenendolo un “Presidente del Consiglio non eletto da nessuno”, e dunque, in questa parte di storia narrativa, simile a lui.

Eppure, c’è da dire che questa volta le elezioni ci sono state. E, cosa non meno importante, il Governo che lo ha eletto è del tutto politico: ovvero formato da forze parlamentari in rappresentanza dei milioni di cittadini che l’hanno votato. Dunque, stando alla rinnovata fiducia concessa al neo-esecutivo giallo verso, si potrebbe forse affermare che questa volta qualche differenza c’è. A maggior ragione se ti ritrovi un Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che a queste insinuazioni risponde impassibile, come i suoi due colleghi Luigi di Maio e Matteo Salvini, esternando calma e giusto una buona dose di sarcasmo.

“Non ci avrei mai creduto, vero”, ha esordito all’uscita dal Senato dove ha incassato la prima fiducia (ben 171 voti). E a chi gli chiedeva cosa si sentisse di rispondere a Renzi lui, con una battuta, ha risposto: “Dice che siamo “colleghi”. Ma verrebbe da chiedergli: “È un professore lui?”, concentrandosi, con un sorriso sulla faccia, dai giornalisti che fino a poco prima erano pronti ad attenderlo per le prime dichiarazioni, dopo la fiducia concessa al suo esecutivo.