Il PD chiama “refusi” le bufale contro il M5S

Dopo la gaffe di ieri, dove il PD aveva indicato il M5S tra i favorevoli al decreto contenente il “Salva Benetton”, non è tardata ad arrivare una risposta – dopo 24 ore dalla segnalazione dell’errore – del partito guidato attualmente da Maurizio Martina.

Ieri, nelle risposte ad alcuni commenti, c’è stato un refuso di cui ci scusiamo” scrive la pagina Facebook del Partito Democratico, specificando di aver scritto M5S invece di Lega. “Ovviamente si trattava della Lega che aveva votato a favore, non del M5S che nel 2008 non era in Parlamento“.

Ammesso e non concesso che si tratti di un refuso, dato che sembra semplicemente assurdo che il social manager di un partito nazionale non sappia che il primo partito d’Italia sia nato nel 2009 e sia entrato in Parlamento nel 2013, cosa sarebbe successo se fosse accaduto il contrario?

Quante volte, sui social, si sono visti infatti post del M5S in cui si mostravano delle votazioni cerchiando i settori dei diversi partiti e in particolare del Partito Democratico, prontamente smentite dagli organi ufficiali dello stesso PD? Quante volte si è sentito parlare di bufale legate alla comunicazione politica quando ad essere attaccato era il PD?

Ora che al Governo ci sono il Movimento 5 Stelle e la Lega, è quasi inevitabile che “la macchina del fango”, come l’hanno definita alcuni utenti sotto al post incriminato (che non credono all’errore, nonostante la smentita), si riversi contro di loro.

Tuttavia non ci si sarebbe aspettati questo comportamento da chi, quasi ogni giorno, ricordava l’importanza di leggi ad hoc sulle fake news; da chi è stato difeso, nel corso del tempo, da pagine Facebook spesso create specificatamente per arginare le bufale nell’ambito della comunicazione politica e oggi si erge a difensore dell’involontarietà dell’errore .

Oggi scopriamo dunque che si tratta non di “bufala” ma di “refuso“, che non era un attacco diretto esclusivamente al Movimento ma, anzi, era da indirizzare alla Lega. Come se non cambiasse nulla il fatto che siano passati 10 anni da quella votazione e che nel frattempo siano cambiate diverse cose, nel quadro politico nazionale e in particolare all’interno della direzione leghista.

Se il PD deve ridursi a post su Facebook con votazioni di dieci anni fa, sbagliando anche l’avversario politico da colpire, probabilmente non si sta parlando di un partito “alla frutta“, piuttosto sarebbe opportuno scegliere con quale amaro completare l’ammazzacaffé.