Le storie di Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot, che hanno trionfato per l’Italia ai Giochi del Mediterraneo, sono finite sulle prime pagine di tutti i giornali. Come simbolo dell’Italia multiculturale. Ma non sono le sole italiane ad avere trionfato.

A trionfare sono stati anche altri quattro atleti, che nel silenzio generale – o quasi – hanno vinto la 4×100 ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona. «Sono bianchi, maschi ed italiani» ci tiene a ricordare lo scrittore Emilio Giuliana. «Forse per questo non hanno ricevuto le stesse attenzioni trionfali riservate alle quattro ragazze sotto, vincitrici della staffetta 4×400».

E infatti, come ricorda lo stesso Giuliana, «in prima pagina su Il Secolo, La Gazzetta dello Sport e La Stampa si è dato ampio spazio alle quattro staffettiste d’oro». “l’Italia che vince ha i colori del mondo” titola La Stampa. Ma per Giuliana «è proprio questo il problema». Perché «dei “colori del mondo” ne facciamo volentieri a meno. L’atleta Sara Dossena – ricorda Giuliana – vinse l’oro qualche anno fa agli stessi giochi ma non le venne dedicata alcuna prima pagina dei principali quotidiani italiani». Così come non è stata riservata alcuna menzione particolare ai ragazzi di cui sopra. «Così come nessuno – ricorda – ha parlato delle ben 156 medaglie vinte dall’Italia in questi giochi, di cui 56 sono ori. Forse perché questi non sono utili per avallare alcun progetto politico multietnico», conclude infine Giuliana.