E’ stata sospesa, ma Luisa Zappini riceverà ancora metà stipendio. La Provincia Autonoma di Trento, come riportato dal quotidiano il Trentino, ha adottato il provvedimento disciplinare nei confronti dell’ex dirigente della Centrale Unica di Emergenza finita agli arresti domiciliari per truffa e peculato.

Oltre alla vicinanza espressa da Ugo Rossi, la Provincia ha infatti adottato il provvedimento di sospensione della Zappini, attualmente in comando presso l’amministrazione provinciale, quale atto dovuto (acquisito il parere dell’Azienda sanitaria, datore di lavoro della stessa ) in base al contratto collettivo della dirigenza sanitaria.

Al contempo, però, sempre lo stesso contratto prevede la corresponsione di una indennità alimentare pari al 50% dello stipendio. Ciò per la durata della misura cautelare, cessata la quale l’Amministrazione si riserva di valutare l’eventuale prolungamento della sospensione dal servizio nei confronti della Zappini.

Per cinque mandati presidente del Collegio degli infermieri del Trentino, Luisa Zappini s’è dimessa dalla guida del Cue a poche settimane dall’inizio dell’inchiesta. Il tutto era partito lo scorso gennaio con una segnalazione presentata dal consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, l’indagine della Procura ha via via ricostruito presunte irregolarità consumate dal 2013 al 2018. Dei cinquanta episodi finiti nel mirino, 28 riguarderebbero la truffa aggravata, ai danni di Provincia e Ipasvi, e 22 si configurerebbero come peculato nei confronti della Provincia. In quest’ultimo caso per l’utilizzo improprio, secondo l’accusa, della Fiat Bravo di servizio della Centrale unica. Quanto ai viaggi all’estero e agli spostamenti ricostruiti dagli investigatori della squadra mobile di Trento, verificando biglietti aerei e liste passeggeri la Procura ha elencato gli episodi dubbi.