Contanti addio. Da questo mese vietato il pagamento degli stipendi in contante

Secondo quanto emerso in una nota stampa di ADUC, l’associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, “dallo scorso 1 Luglio tutti gli stipendi del settore privato devono essere pagati in modo tracciabile, ovvero con bonifici bancari, pagamenti elettronici, assegni o pagamenti tramite un conto corrente di tesoreria“. A denunciarlo è proprio Rita Sabelli, responsabile Aduc, che continua: “la legge – stando all’attuale Legge di Bilancio 2018 – precisa che non possono essere utilizzati contanti consegnati direttamente al lavoratore, e che la firma del lavoratore sulla busta paga non costituisce prova di pagamento“.

Insomma, secondo la stessa “i datori di lavoro che non rispettano questa disposizione sono multabili con una sanzione variabile da 1000 a 5000 euro”.

Ma l’ispettorato del lavoro che funzione ha in tutto questo? Secondo quanto riportato, “è intervenuto sul punto precisando che la suddetta sanzione va applicata per ogni mensilità di paga per la quale è avvenuto l’illecito, a prescindere dal numero dei lavoratori interessati”. “Ha anche precisato – si continua a leggere – che sono compresi nell’obbligo tutti i rapporti di lavoro subordinato indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i contratti stipulati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci”. Aggiunge, inoltre, come da ‘note Ispettorato nazionale del lavoro n.4538/2018 e n.5828/2018’, “che tra gli strumenti di pagamento utilizzabili ci sono anche le carte prepagate intestate al lavoratore, anche non collegate ad un iban“.

Ma per chi vale questa cosa?

“Il vincolo non vale però per i contratti degli addetti ai servizi familiari e domestici (colf, badanti) che rientrano nel contratto collettivo nazionale (CCNL) stipulato dalle associazioni sindacali, i cui stipendi quindi possono essere pagati ancora in contanti”.

Anche i rapporti di lavoro del settore pubblico, ci tengono a far sapere, “non sono coinvolti, anche considerando che già da tempo gli stipendi della pubblica amministrazione devono essere tracciabili (non pagati in contanti) se di importo superiore a 1.000 euro secondo quanto disposto dalle norme antiriciclaggio“.