Decreto dignità. M5S AA-S: “Gli economisti made in SVP lanciano l’allarme? Dati dicono altro”

Luigi di Maio (a sinistra) e Riccardo Fraccaro (a destra) durante un comizio M5S

A seguito delle recenti affermazioni del gruppo di “esperti” del partito di maggioranza alle precedenti elezioni, il nuovo motto autonomista dovrebbe semplicemente esclamare “Los Von SVP!”. Eppure, così come si legge in un comunicato stampa del MoVimento 5 Stelle Alto Adige/ Südtirol, “in questa giornata di festa per l’autonomia il pensiero del MoVimento 5 Stelle va a tutti i sudtirolesi che ogni giorno lavorano per un futuro migliore”.

“Il nostro Alto Adige – si continua a leggere nella nota – è stata la provincia italiana che ai tempi del Job Act ha prodotto il maggior numero degli odiati ‘voucher’ creando una distorsione del sistema del lavoro ed uno sfruttamento generalizzato dei lavoratori”.  

La cosiddetta “flessibilità”, secondo quanto riportato, “si era tramutata in uno sfruttamento per i lavoratori specie nell’agricoltura e nel settore turistico, i pilastri su cui si è sempre retto il nostro sistema economico”. 

“Il decreto dignità – come rimarcato – ha eliminato questo sistema, riducendolo soltanto a quelle situazioni realmente necessarie”. 

Tra l’altro l’Istat, l’ente dedicato ad elaborare le statistiche sul mercato del lavoro, “non ha ancora elaborato nessun dato sul Decreto Dignità, quindi non comprendiamo a cosa si riferiscano gli esperti di economia dell’SVP”.  

“Dovrebbero – rilanciano dal Movimento – in quanto “esperti” di economia tornare a parlare di dati ed in quanto partito politico occuparsi del benessere dei propri concittadini. 

Secondo l’accusa, “il ragionier Tscholl ritiene responsabile il ministro Luigi di Maio, al quale compete la delega al lavoro, di aver fatto perdere 28.000 posti di lavoro agli italiani e che il numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato, sempre in Italia, sia sceso di 44.000 unità”. 
 
Ma, stando a quanto evidenziato dai dati ISTAT non è proprio così: 

“I dati del periodo gennaio/agosto evidenziano un mercato del lavoro in forte movimento, tra persone in cerca di lavoro e persone occupate. Infatti, nonostante la flessione, registrata negli ultimi due mesi, nel trimestre maggio-luglio 2018 si stima una consistente crescita degli occupati (+0,7% rispetto al trimestre precedente, pari a +151 mila). L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età pur concentrandosi principalmente tra gli ultracinquantenni (+123 mila). Crescono nel trimestre i lavoratori a termine (+113 mila) e gli indipendenti (+54 mila) mentre registrano un lieve calo i dipendenti permanenti (-16 mila)”. 
 
E ancora, prosegue l’ISTAT, si conferma che alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna il calo dei disoccupati (-3,1%, pari a -88 mila) e quello degli inattivi (-0,5%, -67 mila). 
 
“Quale – si continua a leggere nella nota del MoVimento 5 stelle AA-S – quindi l’allarme degli economisti made in SVP, quale la posizione ufficiale del partito di raccolta, quando affermano che il ministro dello Sviluppo Economico sia da considerare come il Ministro della disoccupazione”? 
 
Non serve molta sagacia per capire che “al pastore stanno per scappare le pecore”, e che per arginare la fuga in massa di voti, il pastore urli alle pecore che nel bosco le aspetta il lupo. 
 
“La SVP – si legge in conclusione – dovrebbe preoccuparsi dei 7.700 cittadini sudtirolesi che sono in cerca di un lavoro qui in Alto-Adige, dove l’autonomia conquistata con le lotte di tutti, non garantisce ancora a tutti gli stessi diritti.