L’EUROPA E LE MISURE CONTRO L’ITALIANO LAUREATO

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“Il mio obiettivo è semplice; rendere il nostro sistema di immigrazione più giusto e frenare l’afflusso eccezionalmente elevato di immigranti  provenienti dal resto dell’Ue”. David Cameron non sta parlando di profughi che raggiungono le coste europee navigando su barconi dalla dubbia stabilità, ma di giovani provenienti da Stati appartenenti all’Unione Europea, che volano sopra la Manica per stabilirsi in Inghilterra, portando con sé sogni e speranze prima chiuse nel famoso “cassetto”, e probabilmente anche un pacco di pasta Barilla avvolto nella carta di un Diploma di Laurea. Infatti, tra le 260mila persone che tra Giugno 2013 e Giugno 2014 hanno fatto i bagagli per trasferirsi nel Regno Unito, ci sono anche molti giovani italiani.

Il leader dei Tories fa un sorriso smagliante al popolo e un falso cenno d’assenso a quelli dell’UKIP, gli scettici dell’Ue dei quali l’immigrazione è il cavallo di battaglia, e che il premier deve riuscire a tener a bada almeno fino alle elezioni di Maggio 2015. Ma se da una parte abbiamo Cameron e la sua fiducia mal riposta in un’improbabile modifica dei trattati europei sulla libera circolazione, dall’altra abbiamo il NO degli svizzeri al Referendum su immigrazione, fisco e oro.

L’Udc non è riuscito a tramutare in lingotti d’oro le risorse della Banca Nazionale Svizzera; i milionari svizzeri non sono stati costretti a scappare assieme ai risparmi che tenevano sotto il materasso, e nemmeno i sostenitori dell’Ecopop sono riusciti a spuntarla di fronte alla decisione dei 26 cantoni. Le risorse energetiche e le ridotte dimensioni del Paese non sono stati motivi in grado di contrastare le argomentazioni dei partiti elvetici, che si sono opposti al progetto “Stop alla sovrappopolazione” sostenendo la necessità di manodopera anche straniera delle imprese svizzere.

Paesi differenti per lingua e cultura, ma soprattutto per l’appartenenza britannica all’Unione Europea, di cui invece la Svizzera non ne vuole sapere. Potremmo dire che l’Italia funge da minimo comune multiplo tra le due poiché, accomunata al Regno Unito per l’appartenenza all’Ue, e confinante geograficamente con la Svizzera, è la terra di un popolo che alimenta i flussi migratori che entrambi i paesi cercano di contrastare.

L’immigrazione italiana, intesa come la partenza di giovani nostrani verso paesi che possono offrire di più in campo lavorativo, è il risultato di un circolo vizioso, che nasce da una cattiva gestione del denaro dei contribuenti, per sfociare nell’impossibilità dei giovani di restituire, in contributi economici, quanto di cui l’economia nazionale si è fatta carico durante la loro crescita, soprattutto scolastica.

 Laura Padoan

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