Troppi sovraistruiti in Italia

Ha ragione Vincenzo Boccia. Il presidente di Confindustria pretende interventi choc per rilanciare l’economia italiana ed è evidente che il reddito di cittadinanza non rappresenta in alcun modo lo choc necessario. 

Che fare, dunque? Magari ripartire dalla Costituzione italiana, articolo 41: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Sarebbe anche ora, dopo 70 anni, di applicare quanto previsto dalla carta costituzionale. “Fini sociali” non significa, contrariamente a quanto pensa Boccia, che devono essere tutelati solo i diritti degli azionisti. L’iniziativa economica, sempre secondo l’articolo 41, “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Sicurezza non significa accettare l’aumento dei morti sul lavoro in nome del profitto. Libertà non significa moltiplicare i controlli sui dipendenti, dignità umana non vuol dire imporre precarietà e retribuzioni da fame.

Il tutto, per di più, accompagnato da scarsi investimenti ed una decrescente capacità competitiva. Allora forse lo choc dovrebbe essere rappresentato da una nuova Iri in grado di prendersi in carico le aziende ora in mano a predatori incapaci. L’articolo 43 della Costituzione prevede la possibilità di intervento pubblico, anche con espropri, per le aziende di settori strategici, per il settore energetico, in caso di monopolio e in situazioni “che abbiano caratteristiche di preminente interesse generale”. I lavoratori cacciati dalla proprietà turca della Pernigotti rappresentano un preminente interesse generale?

I dipendenti delle troppe aziende malgestite rappresentano un interesse generale o una somma di interessi individuali?

E poi, a differenza dell’Iri tra le due guerre, non è che abbondino i manager di qualità nel settore pubblico. I Beneduce (nella foto) si devono essere estinti, forse grazie alla preparazione universitaria affidata a gente come Fornero ed il grigiocrate Monti. 

Così, se si vogliono davvero interventi choc, occorre intervenire per favorire davvero ed esclusivamente chi sa fare impresa. Obbligando tutti a riconoscere un salario minimo, obbligando i Boccia di turno a rispettare i lavoratori ed obbligando i dipendenti a lavorare davvero. Obbligando la scuola a formare, senza faziosità e stupidi sconfinamenti in altri settori, obbligando gli studenti a prepararsi senza intollerabili intromissioni di genitori ignoranti ed arroganti. 

Insomma, lo choc sarebbe rappresentato dal far funzionare l’Italia sulla base del buon senso. Peccato che, per far rispettare gli obblighi, servirebbe una magistratura completamente diversa.

L’alternativa è rappresentata dal proseguire sulla strada della cialtroneria. Con predatori che pretendono investimenti pubblici, finanziamenti pubblici, commesse pubbliche. Che sfrutttano una manodopera che, inevitabilmente, cerca ogni via d’uscita pur di abbandonare luoghi di lavoro pessimi, nel pubblico come nel privato.

La dignità attraverso il lavoro è solo uno slogan per le interviste. Considerando come Boccia ed i suoi compagni hanno ridotto il mondo del lavoro, la dignità di conquista solo andandosene.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 361 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".