Welfare a Km Zero: al via otto sperimentazioni di welfare generativo

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“In una società dove aumentano le famiglie vulnerabili e i legami sociali si indeboliscono diventa necessario individuare nuove modalità di risposta alle sfide che si pongono nel sistema del welfare. E’ questo l’obiettivo del progetto Welfare a Km zero, promosso da Fondazione Caritro in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali e Fondazione Demarchi, che punta a sostenere la sperimentazione di azioni di welfare generativo nel territorio trentino.” Con queste parole il presidente di Fondazione Caritro Michele Iori ha introdotto l’incontro pubblico che si è tenuto oggi presso la sede della Fondazione in Via Calepina a Trento per presentare gli otto progetti avviati grazie al bando per progetti di welfare generativo.
“In una società che è cambiata, dove le fragilità sono più diffuse e meno evidenti, il progetto Welfare a km zero prova ad andare oltre rispetto al welfare tradizionale – ha spiegato Luca Zeni, assessore provinciale alla salute e politiche sociali – con l’obiettivo di trovare nuove modalità di risposta ai bisogni espressi dal territorio. Le istituzioni coinvolte hanno creato insieme questo ‘contenitore’, uno spazio dove diverse realtà trentine hanno avuto occasione di incontrarsi e progettare insieme; e sono proprio i legami e le collaborazioni alla base di questi progetti, questa dimensione relazionale, le chiavi fondamentali per costruire insieme un nuovo welfare”.
“Fondazione Demarchi ha creduto molto in questo progetto, collaborando fin dall’inizio durante il percorso di ascolto del territorio, durante la fase laboratoriale e ora nel ruolo di tutor dei progetti approvati. Welfare a km zero è un progetto importante perché non si limita al finanziamento di attività sociali o alla tradizionale erogazione di servizi, ma vuole innovare il sistema del welfare coinvolgendo la società in tutti i suoi livelli: le istituzioni, le associazioni e anche i singoli cittadini”, ha aggiunto Piergiorgio Reggio presidente della Fondazione Demarchi.
“Come Consiglio delle Autonomie locali siamo soddisfatti per aver partecipato alla realizzazione di un progetto come questo, che ha la capacità di mettere insieme, di unire la nostra società su diversi livelli: unire il settore pubblico e il privato, mettendo a fattor comune le risorse e le esperienze; unire i diversi territori della nostra Provincia, e unire le generazioni”, sono state le parole di Mirko Montibeller, assessore del Consiglio delle Autonomie Locali.

Dopo un percorso di ascolto e analisi dei bisogni del territorio, il progetto Welfare a km 0 ha previsto l’attivazione di sette laboratori di progettazione partecipata a cui hanno partecipato circa 250 referenti di realtà trentine. A gennaio 2017 è stato quindi pubblicato il primo bando per progetti di welfare generativo, realizzato in collaborazione con Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali e Fondazione Demarchi, che ha messo a disposizione un budget complessivo di 750 mila euro.
Nel bando sono stati presentati 25 progetti sperimentali da realizzare in rete coinvolgendo anche realtà esterne al sistema di welfare sociale. A seguito del percorso di valutazione sono stati individuati otto progetti sostenuti con il totale del budget a disposizione.

Di seguito la sintesi delle otto sperimentazioni di welfare generativo presentate questa mattina.

In Valle dei Laghi sarà avviato il progetto V.I.P. Very Informal People per rispondere alle situazioni di fragilità diffuse tra gli abitanti grazie al coinvolgimento dei punti di riferimento informali già presenti sul territorio, (ad esempio bar, farmacie, parrucchiere, biblioteche, banche etc…) che potranno fornire ai cittadini informazioni utili per accedere più facilmente ai servizi. Il progetto è proposto dalla cooperativa sociale FAI, in partnership con lo studio associato Tangram, la Comunità Valle dei Laghi, il Comune di Trento, Atas onlus e la cooperativa sociale Città Futura.

Nel Comune di Terragnolosi svilupperà il progetto “Terragnolo che conta”, la costituzione di una cooperativa di comunità le cui attività contribuiranno ad offrire ai giovani delle opportunità di lavoro attivando servizi turistici per la valorizzazione del territorio. Il progetto è proposto dalla cooperativa sociale Gruppo78 con l’incubatore di impresa Trentino Social Tank, il Comune di Terragnolo, la Comunità della Vallagarina, Euricse, Arti.co, APT Rovereto e l’Accademia della Montagna.

La Comunità della Val di Sole presenta “Sun-card”, un progetto per favorire la partecipazione dei giovani alle attività sportive, naturalistiche e culturali per promuovere il benessere e il rafforzamento dei legami sociali. La card che darà accesso a queste attività sarà ricaricabile partecipando ad attività di volontariato da parte dei ragazzi e delle famiglie. Collaborano alla realizzazione del progetto l’Associazione provinciale per i minori, la cooperativa sociale Progetto 92 e la Rete Riserve del Noce.

Nella zona di Civezzano, la cooperativa Sociale La Rete propone Tutti nello stesso campo per offrire nuove opportunità alle persone in situazioni di fragilità sperimentando un progetto di agricoltura sociale dedicato alla produzione, lavorazione e confezionamento di erbe aromatiche ed officinali. Il progetto, che prevede anche l’apertura di un agriturismo, sarà realizzato con l’Azienda agricola Leonardi Mario, l’Associazione scolastica Ivo de Carneri, la Fondazione Mach e il Comune di Civezzano.

“OrtINbosco & vitaINcentro” è il progetto presentato dal Comune di Rovereto per favorire il benessere dei cittadini attraverso la riqualificazione di alcune zone della città, in particolare il centro storico e il bosco della città. Il progetto vede anche la collaborazione di 8 partner (Istituto Don Milani, Sav – Società Agricoltori Vallagarina, Fondazione Museo Civico, Fondazione Famiglia Materna, Associazione Italiana Accoglienza Stranieri, Farmacia Marco di Rovereto, Cooperativa sociale Punto d’Approdo, Apsp C. Vannetti).

A Trento l’Unione Italiana Sport per Tutti – Comitato Trentino con il progetto ‘La vecchiaia che vorrei’ contribuirà alla nascita di nuovi spazi comuni nei condomini e nei quartieri che diventino un punto di riferimento per la vita degli anziani promuovendo il loro coinvolgimento attivo in diverse iniziative. Il progetto è realizzato in collaborazione con 12 partner: Azienda provinciale dei servizi sanitari, Cooperativa sociale FAI, Associazione AMA, Cooperativa Neuroimpronta, Farmacie Comunali, Saluteducazione, Auser, Associazione Noi Quartiere, Comune di Trento, ITEA, APSP Margherita Grazioli.

Arcobaleno Scs propone invece “La città INvisibile” insieme a 17 partner (Cooperativa sociale Ephedra, Collettivo Pickmeup, cooperativa Kaleidoscopio, Aps Carpe Diem, Cbs srl, Istituto Tecnico G. Floriani, Comune di Riva del Garda, Associazione Vivirione, Apsp Città di Riva, Apsp Casa Mia, Pro Loco Rione de Gasperi, Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, Gruppo dialogo Missionari Verbiti, Cooperativa Eliodoro, Comunità Valle Rotaliana-Konigsberg, Comune di Lavis, APPM). L’obiettivo di questa iniziativa è rafforzare i legami sociali tra gli abitanti delle case popolari nei comuni di Riva del Garda e di Lavis attrezzando un luogo di aggregazione intorno al quale allestire attività in grado di intercettare tutta la popolazione.

A Rovereto la Cooperativa sociale Alisei attiva una rete di volontariato che si prenda cura del quartiere Brione. Il progetto “Brione Insieme” valorizzerà il parco pubblico con il coinvolgimento attivo degli abitanti, favorirà l’integrazione dei residenti stranieri e creerà un fondo di valore solidale per il sostegno delle attività comuni. A questo progetto collaborano 15 partner: Comune di Rovereto, Caritas Diocesana, Cooperativa smart, Associazione Filocontinuo, Gruppo anziani e pensionati parrocchia San Giuseppe, Comunità Murialdo, Associazione Ubalda Girella, Comitato Iniziative Brione, Bruno Pompermaier, Roland Gjiorgi, Fabrizio Crisanti, Asd Pallavolo Rovereto, Unione sportiva S. Rocco, CNGEI, Circolo culturale ricreativo sardo Maria Carta.

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