CARO ZENI TI SCRIVO .. (Lettera al direttore)

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Caro assessore, che mi dice del blitz di stamattina da parte della polizia a San Lorenzo in Banale? Son stati messi in un residence con famiglie e bambini piccoli dei sedicenti “falsi profughi” e uno di loro pare abbia avuto già dei precedenti prima del suo trasferimento e che questi siano stati taciuti alla cittadinanza.

Parlano di un arresto e sono in corso le indagini! Forse non ci rendiamo conto della gravità della cosa ma voi state giocando sulla pelle e la sicurezza dei Trentini!

Ancora una volta si dimostra che l’amministrazione provinciale e in questo caso anche comunale hanno più a cuore i presunti profughi che non i propri cittadini.

Certa di un suo positivo riscontro in merito porgo i miei più cari saluti.

Alessia Ambrosi

 

 

 

Gentile Signora, le rispondo subito visto che il nostro giornale ha già in precedenza seguito la vicenda che Lei cita.

La saggezza popolare vorrebbe che nell’interesse della collettività fossero mantenute alcune linee guida di fondo, come ad esempio verificare chi si porta in Trentino, cercare di dare accoglienza con personale adeguato che segue le persone che arrivano in Italia, assistenza medica e psicologica etc..

Presumo che anche Lei sia arrivata alla conclusione dei più, cioè che parte di queste persone sono imposte perché in Italia in alcune aree si fanno pochi bambini.

Mi creda, io sono una persona che non ha alcuna difficoltà a vivere e lavorare e condividere il mio pranzo con persone che arrivano da altre Nazioni, dentro e fuori Europa. Anzi .. probabilmente ho lavorato con più persone americane, sudamericane moldave, rumene, africane, nel lavoro e nella vita che – paradosso – persone ad esempio del mio paese di origine trentino che è simile a San Lorenzo in Banale (sono nata in Primiero).

Tuttavia io sono convinta che questa massa di gente sia stata in un certo modo chiamata a venire in Italia e non sono favorevole al fatto che le persone siano mandate in periferia del Trentino anche se hanno dei precedenti penali o se hanno dei problemi. Le dirò con assoluta franchezza che a mio parere se non si tratta di famiglie l’accoglienza presso strutture private non va bene. Neanche se sono residence. Credo che come in tutte le cose bisognerebbe che ci sia un senso della misura. La persona singola non può essere una persona che ha bisogno di assistenza, perché nel mondo di oggi, in Italia, l’assistenza deve essesre destinata a anziani, minori e malati. I giovani devono trovare un lavoro, se hanno precedenti penali a maggior ragione devono essere seguiti.

Personalmente quindi le dico che secondo me stiamo facendo uno dei più gravi errori della storia italiana: dare spazio a chi non se lo merita e lasciare fuori chi invece avrebbe tanto da dare a noi.

Con questo la saluto e le auguro di essere al più presto contattata anche dall’Assessore in oggetto che colgo occasione per chiamare alla riflessione.

Martina Cecco