LETTERA AL GIORNALE: IL 25 APRILE 2014

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Come ogni anno con la mia partecipazione alla cerimonia al muro del Campo di concentramento di Bolzano intendo esprimere la mia partecipazione alla celebrazione del mesto ricordo delle vittime di un’epoca che ha lasciato un solco profondo nella storia e nel tessuto sociale e culturale anche e in modo speciale nella provincia di Bolzano.

Ritengo che ancora troppa poca consapevolezza esista da parte delle più giovani generazioni sulla dimensione dell’esperienza legata alla soppressione delle libertà, che ha trovato il suo punto più alto, per brutalità, proprio nel Lager di via Resia, luogo di sofferenza e morte, punto di partenza per molti innocenti verso il più triste destino nei campi di annientamento austriaci, tedeschi o su terreno polacco.

Insomma chiedo a questa nostra Comunità di interrogarsi ancora una volta, per qualche istante, sull’ignoranza che è dettata dall’intolleranza, dalla persecuzione cieca, dall’idea che ci si possa ergere a detentori di un primato sugli altri.

Gli errori della storia siano di monito alle più giovani generazioni, e lo siano senza speculazioni ideologiche o politiche, strumentali al contrario ad accrescere una divisione che va nei fatti superata da una riconciliazione che non passi attraverso la rimozione ma attraverso l’acquisizione della consapevolezza dei valori morali del rispetto e della collaborazione.

Per questo aderisco alla cerimonia al muro del lager, perché è il luogo simbolico in cui siamo chiamati ad abbracciare nella memoria chi ha perduto la sua vita e la sua libertà, operando al contempo la splendida operazione di omaggio all’idea di un futuro di perenne libertà e rispetto reciproco.

Alessandro Urzì
Consigliere regionale e provinciale

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