Lettera aperta al dottor Caramaschi, di Alessandro Urzì

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Egregio dottor Caramaschi, la disponibilità ad un impegno politico va sempre apprezzata, di questi tempi è sempre più una rarità. Ed è segno di senso civico. Anche la sua offerta è quindi meritevole di considerazione.

Quello che mi ha stupito nelle sue prime parole, nel suo proporsi a sindaco di Bolzano (iniziativa quindi sua, personale, una classica autocandidatura si potrebbe definirla), è che si è presentato immediatamente ed esclusivamente come eventuale sindaco di una parte della città e non di tutta la città. “Penso ad una grande coalizione dal Pd agli ecosociali con i centristi”. “La Sinistra? E’ dove mi sento a casa”.

Da sempre ho avuto stima personale verso di Lei, questo mi permette di esprimermi con una certa schiettezza certo del fatto che vorrà cogliere il profilo politico della mia osservazione: ma se già nell’atto di presentarsi come primo cittadino di una città attraversata da grandi contraddizioni Lei si esprime partigiano di un certo numero di cittadini e lontano se non ostile agli altri (per pregiudizio quasi ideologico, si potrebbe intuire dalle sue parole, un po’ paradossali nell’epoca che ha superato le ideologie) non compie un atto di affermazione di indipendenza (che ci si sarebbe potuti attendere da quello che viene definito un tecnico) ma rischia di rinchiudersi negli stereotipi che hanno già mortificato per troppi lustri il capoluogo.

Essere e proporsi come candidato sindaco solo di una parte della città sprecando l’occasione di giocarsi la carta dell’indipendenza è stato un errore grave e non comprensibile.

Cosa significa, tradotto, tutto questo? Non solo che il suo cuore sarà sempre e solo con una parte di bolzanini e non con tutti ma che rimetterà il suo mandato nelle mani delle stesse forze politiche che hanno condannato Bolzano all’immobilismo. Si ricordi: un sindaco (sempre che venga eletto) non può tutto, è la sua maggioranza politica che decide spesso per lui. Se Lei si consegna a Margheri e Gallo (che già fanno smorfie al solo sentire il suo nome) le lascio immaginare che grandi successi si potranno attendere per l’amministrazione di Bolzano.

Mi spiace, dottor Caramaschi: forse proprio il fatto di avere fatto il tecnico la poteva consigliare di scegliere un profilo meno  ideologico. Peccato che invece di scegliere sin dalla sua prima dichiarazione la città intera ha consegnato la sua storia illustre e stimabile ad una sola parte di essa.

Alessandro Urzì

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