LETTERA AL DIRETTORE: NO AD OMOSESSUALITA’ E TRANSESSUALITA’ SFRUTTATE PER FAR CARRIERA

0
21

Signor Direttore,
penso che la migliore risposta a quanti dell’Arcigay e affini tuonava contro la sospensione – a loro dire “incivile” e irrispettosa verso i transessuali – del ddl provinciale sull’omofobia, sia
contenuta nelle parole di Alessandra Angeli, nota ai telespettatori del programma “Pechino Express”, che, nata biologicamente maschio si è sempre riconosciuta donna, in una recente intervista ha dichiarato: «Si può parlare e cercare di sensibilizzare la gente su alcuni temi che sono stati rappresentati male, raccontati male. Ma la transessualità o l’omosessualità non sono opportunità lavorative».

Ritengo queste parole una risposta adeguata perché è proprio questo a cui, fra le altre cose, il ddl provinciale contro le discriminazioni sessuali mirava: considerare aprioristicamente la transessualità motivo di discriminazione riservando alle persone che vivono in questa condizione privilegiate «opportunità lavorative»; il che sarebbe una palese discriminazione verso coloro che transessuali non sono.

Noto inoltre astuta l’omissione di Arcigay e affini, che annovera l’identità di genere fra i «diritti civili» ma non spiega che la proposta legislativa di cui lamentano la mancata approvazione prevedeva che l’identità gender divenisse oggetto di propaganda sistematica all’interno scuole. Andare ad instillare nei più giovani il dubbio che, pur essendo maschi e femmine, essi potrebbero in realtà covare un’identità differente ed imprecisata, costituisce forse un diritto o, come invece a me pare, un abuso? E che ne è del primato del diritto dei genitori sull’educazione?

Come padre ancora prima che come cittadino, pur non avendo nulla da dire sulla libertà di ciascuno di percepirsi come crede anche rispetto alla propria identità sessuale, rivendico il diritto di ciascuna famiglia ad insegnare ai propri figli i valori morali che ritiene più giusti. La storia del Novecento è lì a ricordarci che tutte le volte che la scuola e lo Stato pretendono di inculcare nelle giovani generazioni una determinata idea, quest’idea puzza d’ideologia e io non dimentico gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo scorso.

Claudio Cia – Consigliere Comunale di Trento

Comments

comments