LETTERE AL GIORNALE – AFFIDO CONDIVISO E BI GENITORIALITA’

0
22

Rovereto 11 febbraio 2014
Rif: Senatori Divina Sergio ddl 1163; Franco Panizza ddl 1187

Spett.li quotidiani,

Non può certamente che far piacere il lavoro svolto dai due senatori in materia di affido veramente condiviso che con due diversi ddl, evidenziano quanto sia sentita e necessaria una riforma che ponga fine alla attuale impossibilità per i figli di genitori separati di godere di pari diritti verso entrambe le figure genitoriali; quanto la necessità, dimostrata da più e più elementi scientifici di valore internazionale ed applicati nella maggior parte dei paesi esteri, di esercitare da parte del minore il suo sacrosanto diritto alla bi genitorialità; il poter crescere con entrambe le figure genitoriali in un contesto di pari frequentazione.
Sappiamo che oggi la 54/2006 di ispirazione bambino centrica, è stata totalmente disattesa e stravolta del suo principio fondamentale. Non si può certo affermare che sia una pari frequentazione o sana crescita psico fisica del minore un figlio che frequenta l’altro genitore per pochissime ore a settimana che si traducono poi in 4 o 5 giorni al mese.
Con l’invenzione giuridica del collocatario prevalente, reso possibile dall’aver lasciato la discrezionalità al giudice di scegliere e decidere quale sia l’interesse supremo del minore, si sono create cosi due distinte figure genitoriali: il collocatario prevalente ed il “less involved”, meno coinvolto.
Premesso ciò, e letti i botta e risposta dei due senatori e necessario precisare alcuni tecnicismi dei due diversi ddl.
Panizza dichiara”accusando” Divina che il ddl è sbilanciato, verso chi opera e lavora nel settore, non chiarendo a chi si riferisce, sotto intendendo un “non vero interesse del minore”.
E’ vero l’esatto contrario.
L’1163 dall’art 1 al 4 parla di mediazione familiare,(forse a queste figure professionali Panizza si riferiva), di incentivazione alla mediazione garantendo di fatto un percorso più rapido per le coppie che si presentano davanti al Giudice e dopo aver redatto un piano educativo ed il piano di riparto delle spese .Qualora la coppia si presenti in conflitto sarà lo stesso presidente ad invitare i genitori alla conciliazione o alla mediazione (come avviene in molti paesi esteri ed anche in Italia per conflitti di altra natura civilista), posticipando l’udienza di mesi tre (serve forse ricordare l’attuale durata dei conflitti post separativi? E cosa generano gli stessi? Non si può certo parlare di interesse supremo del minore!).
Sempre l’1163 introduce, art 5, la redistribuzione della permanenza temporale dei figli presso i genitori; compensando al secondo comma l’attuale sperequazione temporanea esistente (poche ore e senza pernotti per il non collocatario) introducendo “un minimo per legge” che comunque non dovrà essere inferiore al 33%, cioè non meno di 10 notti al mese. Prevedendo inoltre che sia lo stesso Giudice ad informare le parti dell’importanza di una genitorialità davvero condivisa; prevedendo come oggi la discrezionalità del Giudice stesso. In forme diverse metodologie attuate in Olanda Belgio e Australia per ridimensionare la figura del genitore “meno coinvolto” (non limitarsi ai classici due week-end al mese e il martedi e giovedi dalle ore 16 00 alle 20 00, solo per fare un esempio).
L’1187 del Senatore Panizza,si presenta come una “carta carbone”. Pur introducendo come lo stesso 1163 parole nuove ai vari articoli (155, 709 ter, 45 ecc) una evoluzione, a mio personale avviso tardiva inutile e incompleta, del ddl 957 della Senatrice Alessandra Gallone (PDL) che seppur vero che parla di affido condiviso non pregiudica e non ridimensiona nella sostanza quella totale discrezionalità dei giudici di decidere quanto tempo debba passare il figlio minore, nel suo supremo interesse, con i genitori separati.
Non si capisce inoltre come non possa ritenersi nell’interesse del minore e dei genitori separati l’adozione di una maggiore semplificazione mediante la quasi obbligatorietà alla mediazione, che redime il conflitto, abbrevia i tempi e contrae i costi di giudizio, attutendo le esasperazioni dei genitori che come è noto scatenano forti risentimenti personali a tutto discapito dei figli stessi.
Se di sbilanciamento si può parlare, verso determinate categorie professionali, elementi di realtà e sostanza si trovano nel ddl 1187 del Senatore Panizza, che garantisce l’attuale percorso, nulla modificando, rispetto alle attuali figure professionali e istituzionali che della separazione ne gestiscono l’iter.
Quello che invece mi permetto di rivolgere è un necessario appello ai due Senatori, e alle diverse compagini politiche provinciali affinché si raggiunga una vision “bipartisan e trasversale”, materialmente di pari opportunità di genere, scevra da ideologie e dettami delle segreterie nazionali; di schierarsi apertamente e pubblicamente come “parte avversa” al decreto legge varato dal governo in data 29 dicembre u.s. dalla commissione presieduta dal Senatore Bianca, che con il “decreto filiazione” smantella “per delega”, la 54/2006 istituendo l’obbligatorietà del Giudice di determinare la residenza presso uno dei due genitori, tornando ad un affidamento mono genitoriale, vanificando anni di impegno pedissequo da parte di quegli uomini e di quelle donne, di quei padri e di quelle madri, che mediante l’istituzione di forme associative, si sono battuti e si battono per il vero interesse dei figli, i propri ed implicitamente per tutti gli altri.

Roberto Buffi
Fondatore e Presidente del Centro Antiviolenza Bigenitoriale o.n.l.u.s

Comments

comments