RIFLESSIONI SULLA SITUAZIONE ALBERGHIERA IN FIEMME E FASSA

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Vista la situazione lavorativa nelle Valli di Fiemme e Fassa, dove abbiamo più lavoratori stranieri che italiani e nelle quali molte strutture sono in vendita ( 40 alberghi in Val di Fassa) la situazione economica non mi sembra per niente rosea anzi….
Questa crisi sta distruggendo tutta l’ economia delle nostre valli, ma sembra che nessuno se ne renda conto e voglia fare qualcosa per porvi rimedio. Dal mio modesto punto di vista tra qualche anno ci troveremo con alberghi di proprietà di aziende straniere ( Russi e Cinesi) e con personale ugualmente straniero. Tutta la nostra cultura, le nostre origini, la nostra ladinità, tutti i sacrifici fatti dai nostri predecessori per migliorare l’ economia della zona si stanno buttando alle ortiche. C’è oltre alla crisi economica una crisi di valori, di amore della propria valle, della gente delle nostre valli, delle nostre radici. Abbiamo un patrimonio da difendere, un patrimonio culturale e sociale da proteggere ma non se ne parla.
Io ho iniziato a 14 anni a lavorare nel settore alberghiero, da lavapiatti a donna delle pulizie, cameriera ed ora segretaria d’albergo, con alti e bassi ma felice di fare un lavoro che mi piace.
Per quanto riguarda il settore alberghiero e l’ economia delle nostre valli in generale, ho voluto fare due parole con il Direttore della Scuola Alberghiera di Tesero, il Prof. Moser, per verificare quali sono le problematiche che riscontra per un settore che dovrebbe (o per meglio dire potrebbe) essere il traino di tutta l’ economia della zona.
E’ tempo di non trattare la Scuola alberghiera come la Scuola suggerita ai ragazzi che non vanno benissimo alle medie, la Scuola Alberghiera è sempre stata vista, purtroppo, come una Scuola per chi non ha voglia di studiare, anche perché, io personalmente, avendo scelto questa strada tanti anni fa mi sono ritrovata ad avere una professione che permette di conoscere tante persone e volendo di girare il mondo e di guadagnare bene, con possibilità di carriera. Tutti gli allievi del 3° anno frequentano degli stage in azienda di un mese, mentre quelli del 4° anno hanno la possibilità di stage di 3 mesi con lezioni all’ interno della Scuola di consulenti esterni come Maestri Pasticceri, Chef di Cucina, Maitre con esperienze all’ estero, direttori di Apt e professionisti nel settore. Più complicata la possibilità di stage all’ estero soprattutto per mancanza di fondi. Sarebbe necessario un approfondimento delle lingue straniere con la possibilità per tutti gli studenti di stage all’ estero e l’ indirizzo turistico abbinato all’ Università di Economia e Commercio per rinforzare in Trentino tutto il settore che ha grosse possibilità di miglioramento.
Il Prof. Moser mi dice, e sono perfettamente d’ accordo con lui, che il lavoro nel settore alberghiero è ” passione”, non è per tutti e cerca di far sapere ai ragazzi, che purtroppo, vedono in televisione vari programmi sulla ristorazione, che il lavoro non è quello, fa sapere onestamente ai suoi ragazzi che lavorare nel settore alberghiero è duro, si lavora anche sabato e domenica, Natale e Ferragosto. Ne risentono sicuramente le amicizie e i rapporti di coppia, ma da anche molte soddisfazioni se c’è l’ impegno. Molti degli allievi iniziano senza essere consapevoli di tutto questo e quando si trovano in azienda hanno poi difficoltà ad accettare orari e giornate di lavoro particolari, tipo Capodanno, per questo molti cambiano poi indirizzo di lavoro. Quelli bravi, che lo amano, sicuramente troveranno lavoro in grandi aziende in tutto il mondo. Credo che proprio nel settore alberghiero ci siano grosse possibilità di impiego, tanto che molte strutture da parecchi anni stanno assumendo personale straniero, anche perché non trovavano quello italiano disposto a farlo a certe condizioni. Personale che logicamente porta all’ estero il suo stipendio e le disoccupazioni, con di conseguenza un’ impoverimento di tutte le altre attività della valle.
Questo è uno dei problemi, il Prof. Moser pensa ad una scuola che dopo il primo anno, per prendere confidenza, chiuda a chi non ha le caratteristiche per andare avanti, in modo da portare gli allievi all’ eccellenza e permettere così che questi allievi siano ricercati nel mondo del lavoro.
Un problema che ha è quello degli spazi, di aule adatte, pensiamo che ha iniziato l’ anno scolastico con banchi e sedie mancanti ed ancora oggi mancano gli armadietti ad alcune classi per poter lasciare a scuola il materiale. Altro problema da segnalare quello delle regole per quanto riguarda le assunzioni dei minori come il giorno di riposo fisso la domenica, giorno nel quale si lavora di più e quindi la difficoltà per le aziende ad assumere apprendisti al di sotto dei 18 anni. Altro problema, solo italiano, quello dell’elasticità nei contratti di lavoro, potrebbe essere permesso lavorare qualche giorno in più e qualche altro in meno per portare il monte ore settimanale comunque a 40 ore, come già succede in vari Paesi europei.
Il mondo del turismo in questi anni ha varie problematiche soprattutto dovute a eccessiva burocrazia, obblighi per antincendi, corsi di vario tipo obbligatori, costi continui per titolari di tutte le aziende. Dall’altra parte si sta notando un sempre maggiore utilizzo di personale sottopagato, non professionale ed in qualche caso addirittura di lavoro nero e anche di entrate non dichiarate o dichiarate solo in parte.
Molte aziende pensano di risolvere il problema della sempre minor affluenza di clienti con i risparmi sul personale, ma sono estremamente convinta, per esperienza personale che si dovrebbe investire maggiormente sul personale. Il cliente apprezza la professionalità, la cultura e le informazioni che riceve dal personale, meglio se residente e lo fidelizza nel trovarlo anno dopo anno sempre allo stesso posto di lavoro. Fa sentire a casa l’ ospite e un lavoratore felice di fare il suo lavoro trasmette serenità e sicurezza all’ospite.
E’ anche il personale che fa la differenza da un albergo ad un altro di pari categoria.
Si potrebbe valutare la possibilità di agevolare assunzioni di personale residente con contributi provinciali e l’ esclusione da agevolazioni e dalle associazioni di categoria di quelle strutture trovate a non essere in regola nei riguardi dell’ Ufficio del Lavoro e dell’ Agenzia delle Entrate. Penso sia indispensabile confrontarsi, lavoratori del settore, albergatori ed istituzioni per trovare dei punti di accordo da portare avanti insieme per migliorare qualità dei servizi per i turisti e qualità della vita per i lavoratori del settore per far rinascere l’ economia delle nostre zone.

M. Celeste Morelli

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