MOTOCICLISTI: NIENTE BONUS PER LE PROTEZIONI PERSONALI

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Non ci saranno incentivi fiscali per i motociclisti che intendessero acquistare un abbigliamento protettivo da usare in motociclo: guanti, paraschiena, paraginocchia e tute imbottite.
La decisione finale, presa in Commissione alla Camera, è stata per il NO, poiché allo Stato il costo di 89 milioni per il 2016, e di 50,9 milioni nel 2017, cifre stimate, sarebbe oneroso. va precisato che l’ipotesi era quella di togliere il 20% in detrazione, come per l’acquisto di un bene di sicurezza e protezione individuale, si escludono chiaramente i caschi.

Tuttavia che il costo sia quindi scaricabile come, più o meno, una spesa di ristrutturazione o una spesa medica, non è stato recepito come ipotesi valida.
In questo Governo di Legislazione, quindi, come è stato definito dal Presidente Renzi, si persevera, ancora una volta, nel patrocinare l’Europa solo se conviene allo Stato, non se conviene all’utente. Va detto che, ad esempio, Francia e Germania, dove le lande per motociclisti sono più ampie, danno per scontato che la tuta da moto sia un abbigliamento che si deve indossare, almeno in extraurbano.

Tutto ciò accade mentre durante i Test Drive per conseguire l’esame di guida hanno reso Obbligatorio un abbigliamento di sicurezza, con guanti e protezioni (eccetto i paraschiena) e mentre i motociclisti sanno, a loro spese e per loro interesse a non morire per una sciocchezza, che tali protezioni sono indispensabili per un viaggio sicuro in extraurbano. La differenza è nel poter morire per una fatalità o nel non farsi nulla anche in un incidente serio.

Poi ci stupiamo se vediamo ragazze in bicicletta o motorino con il tacco 12, se vediamo ragazzi che sfrecciano in superstrada in maglietta a maniche corte. E’ effetto delle decisioni governative, sconsiderate e prese alla leggera. Inutile prevedere campagne per la sicurezza in moto, se poi si bocciano leggi che probabilmente non tutti i motociclisti avrebbero sfruttato appieno, poiché in Italia la maggior parte delle moto acquistate restano scooter e motorini, che sentono solo un minima parte il bisogno di avere qualche difesa in più, poiché in città il limite di velocità oscilla tra i 30/5o km/h.

Va bene che ancora ci sono ragazzi che in Italia corrono in città anche senza il casco, trasgredendo la legge, ma se un’Europa la si vuole fare, serve una logica di coerenza. Non resta quindi che sperare nel buon intento dei Concessionari, che potranno optare sugli sconti sugli abiti da protezione, mercato economico permettendo.

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