Se sei di Destra, non sei un cantante

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Se un cantante è di destra, non è tale. Lo sapeva bene Lucio Battisti che evitava di parlare delle sue inclinazioni politiche e preferiva cantare piuttosto che esprimere il suo “canto libero”. Perché il canto libero in Italia, oggi come allora, non esiste. L’ultimo caso riguarda il cantante Povia, insultato sul web per via di una foto scattata assieme a dei militanti di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Il cantautore, famoso per una netta discesa nel campo della musica politica, non si è comunque fatto intimorire e su Facebook ha scritto:

“Alcuni bimbiminkia e utonti medi mi hanno insultato per aver fatto questa foto a fine concerto, tra centinaia di foto come sempre faccio. Una volta l’ho fatto con ragazzi di rifondazione comunista e 5stelle”.

Poi afferma: “l’#IMMIGRAZÍA È UN BUSINESS che schiavizza gli immigrati. 1 punto a Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Giorgia Meloni bella e brava!”

Giuseppe Povia, vincitore del Festival di Sanremo 2006 con “Vorrei avere il becco” (meglio nota come “La canzone del piccione”), ha affidato a Facebook il suo nuovo brano, dal titolo che è tutto un programma. Dopo i gay e l’eutanasia, l’ispirazione è arrivata ancora una volta dalla strettissima attualità, visto che la canzone si chiama “Immigrazia” e racconta la personalissima visione del fenomeno migratorio del cantautore milanese.

“Un tempo i figli crescevano duri – canta Povia in una strofa – perché i genitori erano duri, oggi i figli crescono molli perché siamo tutti molli”. E ancora: “Se non vuoi fare quel lavoro, lo fanno loro lo fanno loro. E mentre fissi il lampadario ti fregano il salario”, Ma Giuseppe Povia non dà la colpa solo agli immigrati, visto che “c’è un disegno molto chiaro: il potere veterano, con la scusa del razzismo, vuole fare fuori l’italiano”.

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