Freddy Mercury, storia di una leggenda

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« …Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia… »

Con queste parole dal grande valore icastico Farroukh Bulsara in arte Freddie Mercury diceva addio ai suoi fan. Particolarmente commovente è la nota positiva con cui il grande artista decise di rendere pubblica la propria malattia. La volontà di lottare contro un male simbolo di un’intera epoca e della fragilità di un’intera generazione.

Una carriera fulminante quella seguita dall’artista inglese. Fondatore del leggendario gruppo dei Queen e autore di numerosi pezzi storici come Don’t stop me now, Killer Queen e We are the Champions .

Il debutto dell’artista fu nella Liverpool degli anni 60, una città in piena febbre Beatles dove le band giovanili fiorivano ad ogni angolo. Una città portuale scanzonata dove la musica dominava incontrastata. Segue un periodo di attività musicale intensissima con l’evidente volontà del giovsane artista di rompere il dualismo stilistico fra Beatles e Rolling Stones. Il giovane Farrouk sperimenta con coraggio nel tentativo di trovare un genere in cui riconoscersi appieno.

Nel 1970 si giunge all’incontro fatidico fra Farroukh Bulsara (che da poco ha cominciato a farsi chiamare Freddie Mercury) Brian May, il batterista Roger Taylor e il Bassista John Deacon. Dal sodalizio nascono i Queen. Quattro ragazzi destinati a fare strada sia individualmente che come grande gruppo. Freddie si dimostra fin dall’inizio un trascinatore. Porta lo spettacolo sul palco. I Queen generano intrattenimento allo stato puro con uno stile scanzonato accompagnato dalla sconcezza. spinta fino al punto giusto. Proprio qui si nasconde la rivoluzione portata dai Queen nella musica. Prendevano in giro i costumi di una società arretrata rispetto alle istanze giovanili reduci da poco della rivoluzione sessuale. Prendevano in giro la morale dell’epoca ma con leggerezza e garbo, senza l’accanimento destinato ad arrivare negli anni successivi. Una ribellione dal gusto humor senza una completa rottura ma con l’intenzione di portare lo scherzo e la bravura musicale ad una condivisione totale generando spettacolo e seguito senza precedenti.

Furono proprio I Queen e in particolare Freddie Mercury a creare la figura del Frontman, ovvero quel componente di una band responsabile per l’intrattenimento del pubblico.

Fu proprio questa la carta vincente che portò in breve tempo Freddie Mercury a diventare una leggenda e di fatto il precursore di buona parte dei generi musicali in voga oggi.

Nei primi anni Ottanta si assiste alla separazione del gruppo, dovuta al relativamente scarso successo del loro ultimo album e alle crescenti divergenze fra i membri.

Freddie Mercury decide di iniziare una collaborazione con l’italiano Giorgio Moroder, un compositore specializzato in musica Dance

Dopo pochi anni di separazione e progetti solisti I membri della band decidono di tornare insieme partecipando al mega-concerto Live Aid per la raccolta fondi destinati ad arginare le conseguenze della carestia in Etiopia.

Freddy Marcury al Live Aid nel 1985
Freddy Marcury al concerto di beneficenza “Live Aid” nel 1985

Verso la fine degli anni 80 cominciarono a circolare voci su una presunta malattia dell’artista. Le sue apparizioni pubbliche si fanno sempre più rare e i giornali scoprono la morte di alcuni amanti di Freddie

Si sospetta l’AIDS.

Freddie Mercury confiderà la propria condizione ai familiari e agli amici solamente nel 1989. Gli ultimi anni saranno caratterizzati da una profonda sofferenza fisica che porterà l’artista allo stremo ma non lo farà mai abbassare la testa, poco prima della propria morte Freddie Mercury iniziò infatti a registrare un nuovo pezzo Mother Love. Finì di incidere la canzone appena in tempo. Poco dopo le sue condizioni peggiorarono a tal pundo da rendere impossibile qualunque attività artistica.

Farroukh Bulsara muore a Londra il 24 Novembre 1991, solo poche ore prima aveva deciso di rendere pubblica la propria malattia chiedendo a chi lo amava di unirsi intorno a lui per combattere la propria ultima battaglia.

La storia di Freddie Mercury è prima di tutto la storia di un uomo oltre la leggenda. Di un artista che ha rappresentato la ribellione di una generazione e per molti purtroppo è finito per diventare uno stereotipo per coloro che hanno cercato di dare un significato inesistente alla sua morte.

Vederlo scatenato davanti a decine di migliaia di persone ha rappresentato per molti la personificazione dell’energia allo stato puro, dell’uomo che riesce a tirare fuori la propria anima sul palco insieme alla voce.

Una vita regalata alla musica e all’amore

Nicola Rinaldo