Un animatore turistico: “Per noi le donne impazziscono, ne cambio una a settimana”

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Alessandro, 34 anni, animatore turistico da 14 stagioni,  ha raccontato a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di ECG su Radio Cusano Campus, la radio dell’Università Niccolò Cusano, gli aspetti più piccanti e meno conosciuti del proprio lavoro.

“Tra qualche anno dovrò smettere, ma questo per me era e resta il lavoro più bello del mondo. Mi danno 1000 euro a settimana, vitto e alloggio. Lavoro per uno dei villaggi turistici più importanti di tutta la zona, sono a capo di un team di ragazzi che mi fanno sempre sentire giovane, ogni giorno dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, non si dorme praticamente mai, ma tra giochi, sorrisi, donne e divertimento non  vorrei fare altro che questo”, esordisce Alessandro, che ha iniziato a 20 anni come animatore sportivo.

“Ho cominciato 14 anni fa in Puglia, facevo l’insegnante di fitness, organizzavo tornei, mi sono sempre divertito, anche se chi pensa che fare l’animatore equivalga a regalarsi una vacanza si sbaglia di grosso. Bisogna sempre sorridere a tutti, essere disponibili, mostrare allegria anche quando sei in una giornata no, insomma non è un lavoro per tutti, devi avere grandi doti organizzative, devi saper lavorare in gruppo e soprattutto devi avere capacità e voglia di socializzare comunque”.

Capitolo donne: “Quello che si pensa sugli animatori e le donne è vero. Dai 18 ai 60 anni, tutte in qualche modo subiscono il fascino di chi fa animazione nel villaggio. Quante donne ho avuto? Impossibile dirlo, più o meno una a settimana in ogni stagione estiva da quando faccio questo lavoro. Le più affamate sono le diciottenni, per loro andare con un animatore è come vincere una medaglia, magari se non facessi questo lavoro nemmeno mi guarderebbero, invece quando hai su la maglietta ‘animazione’ diventi una preda. Anche le tardone sono perennemente arrapate. Chi sono le tardone? Io chiamo così quelle dai 55 anni su. Le cose più assurde le ho viste nell’anno in cui ho lavorato ai Caraibi. C’erano sposine in viaggio di nozze che lasciavano le chiavi ai locali. Cose da pazzi, da farci un film”.

Alessandro è un fiume in piena nel parlare delle sue conquiste: “Quella che ricordo con maggiore soddisfazione è una ragazza di Monza che si era sposata da poco e che era venuta in villaggio due settimane con il marito. Era particolarmente carina, ho iniziato fin da subito a  corteggiarla, a farle capire che io ci sarei stati volentieri con lei. La prima settimana niente. Nemmeno mi guardava. Dal mercoledì della seconda settimana, invece, ha iniziato a farmi battutine, a fare la simpatica. Ogni mattina si svegliava all’alba per andare a correre in spiaggia, l’ultimo giorno le ho dato le chiavi della mia stanza e le ho detto ‘domattina invece di andare a correre vieni in camera mia’. Pensavo non sarebbe venuta, invece alle sei e trenta è arrivata. Abbiamo fatto sesso per un’ora. Poi l’ho incontrata al ristorante, prima che partisse. Sembrava innamorata del marito più che mai, non mi ha nemmeno guardato: Mi sono sentito un po’ usato, ma alla fine ho pensato che comunque mi ero particolarmente divertito”.

Sul lavoro peggiore che possa capitare ad un animatore, Alessandro non ha dubbi: “Fare i club con i bambini. E’ la cosa più brutta di questo mestiere, quando ti capita sei fottuto. I ragazzini di oggi non si divertono più con nulla, per farli divertire ti devi inventare i draghi. E poi sembrano sempre incazzati, ma la colpa è anche dei genitori che invece di starci insieme in vacanza, quando magari la famiglia potrebbe riunirsi, li buttano dagli animatori e si fanno i cavoli loro. Mio padre quando andavamo al mare insieme mi portava a pesca, in barca, stavo sempre con lui, mia madre non mi avrebbe mai affidato dalla mattina alla sera a un animatore. Sono stato fortunato ed erano anche altri tempi”.