SOLO IL 30% CAPISCE CIO’ CHE LEGGE

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Secondo il linguista De Mauro, solo il 30% della popolazione italiana sarebbe ormai in grado di leggere e comprendere un testo in italiano di normale complessità. Un dato allarmante, su cui si preferisce glissare. Come se gli effetti negativi ricadessero solo sulle copie di giornali venduti o sui libri letti. Certo, gli editori non faranno salti di gioia, d’altronde la qualità di ciò che pubblicano e’ sempre più misera e non si può pretendere che invogli all’acquisto o alla lettura. Il problema più grave, però, e’ un altro. Gli italiani che non sono in grado di capire un testo, sono gli stessi che dovrebbero confrontarsi con il mondo. Conoscendo le scienze, le tecnologie, l’arte, la medicina, la storia. Un popolo che legge poco e che capisce ancor meno di ciò che legge, e’ un popolo senza futuro. Destinato a seguire, a perdere. Destinato alla marginalizzazione. Non è un problema di congiuntivi e di condizionale. Gli italiani non capiscono il senso delle frasi che leggono così come di quelle che ascoltano. Il problema non è il “mezzo”, cioè la carta stampata. E’ il contenuto, l’incapacità di capirlo. In pratica il 30% del Paese dovrebbe farsi carico dell’altro 70%, indirizzandolo, guidandolo, convincendolo. Ma non è facile convincere chi non è in grado di comprendere. Ovvio che la situazione piaccia al burattino ed ai suoi padroni. Il colpevole, però, non è solo lui. Che, in fondo, si limita ad approfittare della situazione che ha trovato. Colpevoli sono le famiglie che, di fronte a figli ciucci e che non studiano, se la prendono con i professori che non vorrebbero promuovere con voti altissimi i pargoli ignoranti. Colpevoli sono gli imprenditori che, in nome del risparmio, rinunciano alle professionalità per rivolgersi a ignoranti sottopagati. Colpevoli sono tutti coloro che, in nome del politicamente corretto, obbligano a considerare tutti uguali, intelligenti e stupidi, preparati ed ignoranti. Colpevoli sono quelli che, in nome del “ci son cose più importanti”, non correggono gli errori degli interlocutori, lasciano passare strafalcioni non solo grammaticali o lessicali, ma di ogni tipo. L’Italia degli ignoranti può procedere solo verso il baratro. Ma il 70% ignora il significato della parola “baratro”..

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