Meno male che l’Isis c’è

Meno male che l’Isis c’è. Una fortuna per il ministro Padoan che, dopo aver promesso (insieme al bugiardissimo) una crescita da boom economico e miliardi di posti di lavoro strapagati, di fronte ad un’economia reale che non decolla sta mettendo le mani avanti e scarica sul terrore per eventuali attentati ogni frenata dei consumi. Gli italiani non comprano non perché siano più poveri o perché non si fidano delle promesse del governo, ma per la paura delle bombe islamiche. Ma l’Isis e’ una fortuna anche per il bugiardissimo in persona. Perché elimina l’attenzione dei media di servizio nei confronti delle tante boiate del governo. Così, senza che qualcuno gli faccia notare le incongruenze, il bugiardissimo può raccontare che l’Italia e’ ai vertici europei per l’attenzione nei confronti dell’ambiente, per le politiche verdi, per la salute dei cittadini. Proprio mentre, in contemporanea, escono i dati che dimostrano come in Italia si muoia per inquinamento molto più che nel resto d’Europa. Ma chissenefrega se un esercito di italiani muore per smog, molto meglio creare il panico per un eventuale attentato che provocherebbe sicuramente molti meno morti. L’Isis, però, e’ una fortuna anche per Obama. Che millanta raid aerei sullo Stato Islamico, ma curiosamente non colpisce nessuno. Almeno sino a quando non è intervenuta la Russia a dimostrare che si può fare sul serio. L’Isis permette ai sauditi e al Qatar di impicciarsi nelle questioni di Siria e Irak. E permette si giornalisti italiani di continuare nell’opera di dis informazione al servizio degli USA. Per tutelarsi, anche in caso di sconfitta rapida dell’Isis, gli editori si sono portati avanti. Hanno normalizzato Repubblica piazzando come direttore il super renziano Calabresi in arrivo dalla Stampa degli Elkann mentre gli stessi Elkann hanno collocato ai vertici della Busiarda un direttore che non creerà problemi con Washington e Tel Aviv. Ovviamente, di fronte al rischio di attentati terroristici, nessuno ha fiatato sugli attentati alla libertà di informazione. Già, meno male che l’Isis c’è. Se no, bisognerebbe inventare una nuova sigla.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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