Bergoglio difende i migranti. Quelli che stuprano e uccidono le donne

“Hanno paura di voi perché non vi conoscono “. Monsu Bergoglio non ha fortuna. Il suo Dio, sempre che il sedicente Papa ci creda ancora, si deve essere stufato delle continue scemenze del suo rappresentante terreno e lo smentisce in tempo reale. Monsu Bergoglio non aveva ancora finito di giustificare i migranti e di criticare gli italiani che ne hanno paura che, a Marsiglia, un migrante sgozzava due ragazze francesi. Chissà se la diciassettenne ha avuto paura mentre la grande risorsa le tagliava la gola o se, per far contento Bergoglio, ha cercato di far amicizia e di approfondire la conoscenza. Chissà se la ventenne ha pensato a nuove forme di accoglienza mentre il povero migrante in fuga dalla guerra le squarciava il ventre.

Ma a monsu Bergoglio in arte Papa le due ragazze non interessano. Forse, per lui, le ragazze erano colpevoli perché non si erano impegnate a sufficienza per accogliere il grande lottatore per la libertà. Per questo l’occupante del Vaticano ha taciuto, come tace sempre di fronte ai crimini delle grandi risorse. Magari parleranno i cialtroni buonisti, spiegando che anche i francesi uccidono. Non c’è dubbio, ma la ragazzina diciassettenne e la ventenne non sono state macellate da monsieur Dupont bensì da una grande risorsa di cui non avrebbero dovuto aver paura, secondo Bergoglio. Non sarebbero morte se qualcuno avesse ributtato in mare l’ospite non invitato, avrebbero avuto un futuro se non ci fosse stata questa accoglienza indiscriminata.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".