Oramai la Lega Nord, anzi la Lega, è la nuova Alleanza Nazionale. L’attuale classe dirigente che ruota intorno a Salvini in questa tornata elettorale è ben diversa dalla Lega Nord del 1995 che era quanto di più vicino al regionalismo di quanto si abbia mai avuto in Italia: anti-mondialista, anti-atlantista, contro la presenza militare americana in Italia, sensibile alla questione etnica padano-alpina, solidale con la Serbia, ostile al Vaticano e dalle simpatie paganeggianti, sarcastica verso gli intoccabili (“vedi Lerner capisci Hitler” cit. Cesare Rizzi), nemica della corruzione centralistica romana e in solitaria (storico risultato alle elezioni del 1996 senza giogo arcorese).

Il Carroccio è ormai il partito di maggioranza relativa del centrodestra a livello nazionale. I sondaggi la danno intorno al 14%, risultati simili a quelli di Alleanza Nazionale, però raccogliendo voti più che altro al nord. Ciò significa che in questa tornata il suo salto in un grande movimento nazionale potrebbe rilanciarla come forza trainante della Destra.

Lo ha ben capito anche Gianni Alemanno, da tempo ormai su posizioni simili a quelle del carroccio. “Salvini leader di una coalizione di centrodestra mi piacerebbe molto –ha affermato Alemanno a Radio Cusano Campus -. Penso che Salvini possa essere una risposta per fare un centrodestra veramente radicato sui valori della sovranità nazionale. L’importante è che la Lega non pensi solo al nord, ma anche al centro-sud”.

Il futuro? L’importante che la Lega non faccia la stessa fine di Alleanza Nazionale. Intanto sono ormai solo un lontano ricordo i riti dell’ampolla o le manifestazioni per l’indipendenza della Padania.