I media di regime all’attacco di Salvini e di Di Maio (e del contratto di governo)

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Salvini: “io spero che il Pd prenda il 22 per cento”, era questa la frase pronunciata da Matteo Salvini in un fuori onda con Giorgia Meloni e Raffaele Fitto pochi giorni prima delle elezioni politiche del 4 marzo, una frase che preannunciava oltre due mesi di discussione politica, discussione mal raccontata da quell’informazione che, tanto per citare un esempio, affermava anche la vittoria di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali del 2016 negli USA. Nei fatti si è parlato tanto e male di una situazione politica ben differente, dove vi era la speranza da parte di Salvini e del centrodestra di potersi sedere unito a un tavolo di governo con il M5S, speranza crollata nel momento in cui il Pd scese sotto il 22 per cento al Sud. 

Si è trattato di un gioco di equilibri, di un gioco in cui chi otteneva più voti riusciva a esprimere una maggiore forza politica. La sconfitta del Partito Democratico nel Sud Italia ha garantito al M5S di fare “la voce grossa” nei confronti della coalizione di centrodestra, prima proponendo un ruolo di stampella a Salvini, poi, ricevuto un secco no, di protagonista. Salvini e Di Maio insieme sembrano una squadra vincente e lo si sta vedendo anche in occasione delle consultazioni con il Presidente della Repubblica. Come in un film, il primo interpreta il ruolo del poliziotto cattivo, quello che appare intransigente, il secondo quello del poliziotto buono, disposto a dialogare, ma che si schiera affianco al poliziotto cattivo quando è necessario. Un binomio perfetto, un pò alla Starsky & Hutch.

In questi giorni, tanto per ritornare sul tema giornalismo, si sono espresse varie critiche in merito ai tempi di attesa per la elaborazione del contratto di governo, nei fatti una critica infondata data la necessità di adeguati tempi per realizzare un testo valido e anche la necessità di coinvolgere direttamente l’elettorato che potrà essere consultato solamente nel prossimo fine settimana, quindi con l’impossibilità di creare un governo sino ad allora. L’iniziativa dei gazebi per il contratto di governo è un nuovo modo di fare politica che scompaginerà il sistema, iniziativa che forse permetterà di dar vita al governo del cambiamento.