L’Italia riscopre l’attualità del Mein Kampf

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Un libro maledetto da 70 anni, ma che continua a scuotere gli animi delle persone. Il Giornale ha deciso di diffondere, con un supplemento di 11,90 euro, il principale capolavoro letterario di Adolf Hitler. Una scelta che, nonostante le polemiche, ha rilanciato una testata che voleva ritornare sulla scena mediatica nazionale. A Trento già dalle 9 di mattina erano finiti i libri messi a disposizione.

La vendita del Mein Kampf ha generato non poche polemiche e ha causato quasi un incidente diplomatico con Israele. A salvare la situazione la dura condanna del Premier Matteo Renzi che su Facebook ha scritto: “Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica ‪#‎maipiù‬”.

Il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, invece ha ricordato che: “Per capire com’è potuto nascere il male assoluto, bisogna andare alla fonte e non aver paura di storicizzare le tragedie del Novecento. Non avrei problemi, per dire, a pubblicare anche il “Libretto rosso” di Mao. E lo studio del Novecento ha avuto come tabù proprio il nazismo, come se la storia fosse finita lì. Ma la prima regola è conoscere ciò di cui parliamo e questo libro, che ha cambiato la storia dell’Europa e dell’Occidente, non a caso viene presentato nell’edizione critica curata da uno storico di vaglia come Francesco Perfetti”.

Sul contenuto del Mein Kampf si dice molto senza conoscere quasi nulla. In pochi sanno quando è stato scritto, chi ha collaborato alla sua stesura, cosa vi è scritto effettivamente al suo interno. Nelle scuole italiane il nazismo viene studiato solamente come un fenomeno pericoloso e violento, senza cercare le cause che hanno portato all’ affermazione della dottrina nazionalsocialistica nel cuore dell’Europa degli anni ’30.

Lungi dal concordare appieno con la celebre frase di Hermann Goring “I vincitori saranno sempre giudici, e i perdenti saranno gli accusati”, indubbiamente è necessario dare una lettura asettica al fenomeno avendo ben in mente che è difficile un ritorno dell’ideologia nazista. Sarà probabile il ritorno di un qualcosa di simile, ma al contempo questo certamente non avrà nulla a che fare con il nazionalsocialismo.

Certi problemi come “la preoccupazione dell’esito delle prossime elezioni” sono all’ordine del giorno quotidiano, ma è sopratutto la lotta contro quella che noi oggigiorno chiamiamo casta che fa riflettere su come il pensiero del Mein Kampf sia attuale.

“Ogni mattina, il signor rappresentante del popolo si reca alla sede del Parlamento; se non vi entra, almeno si porta fino all’anticamera dove è esposto l’elenco dei presenti. Ivi, pieno di zelo perii servizio della nazione, iscrive il suo nome e, per questi continui debilitanti sforzi, riceve in compenso un ben guadagnato indennizzo”, sono emblema di come le parole di Hitler siano attuali, e semmai usate, da alcuni politici che non sono in alcun modo legati a quella area politica.