“Abbiamo trovato il Premier terzo”: Berlusconi nuovamente candidabile

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Incredibile, ma vero. Silvio Berlusconi, interdetto dai pubblici uffici per due anni (fino ad oggi), potrà nuovamente essere candidabile. La conferma – leggere per credere – arriva direttamente dal tribunale di sorveglianza di Milano, che stamane gli ha concesso la “riabilitazione” politica, con un anticipo di un anno sulla tabella di marcia.

La decisione, che secondo il Corriere della Sera “cancellerebbe tutti gli effetti della condanna subita nell’ambito del processo sui diritti Mediaset nel 2013 per frode fiscale“, vedrebbe pertanto Silvio Berlusconi ricandidabile se si dovesse andare alle urne già nei prossimi mesi. E Berlusconi avrebbe tutto il diritto di presentarsi alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica se dovesse fallire il tentativo di Lega e 5 stelle di formare un governo. E perché no, – come affermano provocatoriamente diversi utenti nei molteplici commenti alla notizia sui social network –  magari concorrere anche per il posto di candidato Premier. Alla faccia della Legge Severino.

I giudici del Tribunale di Sorveglianza, cui si erano rivolti gli avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi l’8 marzo scorso, hanno dunque deciso con un mese di anticipo rispetto al previsto procedendo sulla base di un orientamento della Cassazione che prevede, “anche in presenza di altre pendenze (in questo caso i processi per corruzione giudiziaria in seguito al processo Ruby da cui Berlusconi è stato assolto) la possibilità, una volta adempiute ‘le obbligazioni civili derivanti dal reato’, di vedersi appunto cancellati gli effetti dello stesso con la riabilitazione che estingue le pene accessorie”. 

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, tra i primi a commentare la notizia: “Berlusconi che torna candidabile è una buona notizia per lui, e ne sono davvero felice, e soprattutto per la democrazia”.

Insomma, ancora una volta, “giustizia è stata fatta” secondo Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Per altri il calvario, durato 5 anni, che non ha permesso al presidente Berlusconi di essere candidato “come milioni di italiani gli chiedevano”, non è stato sufficiente. Sta di fatto che, ancora una volta, il leader di Forza Italia ne è uscito indenne. O quasi. 

Ora la procura generale di Milano ha la possibilità di ricorrere in Cassazione, ma i legali di B., dopo aver infatti ricorso contro la legge Severino anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, potrebbero già essere pronti a scendere nuovamente in campo se dovesse servire. Sentenza di Strasburgo o meno.