ACCATTONI DI POLTRONE, IGNAVI O PROPOSITIVI: LE DESTRE E SALVINI

Fantastica la politica italiana: Matteo Salvini va a Roma, pronuncia un discorso modesto (molto modesto in termini di contenuti) ed obbliga politici, opinionisti, giornalisti ad occuparsi di lui. Le reazioni più divertenti, ovviamente, si registrano nelle destre varie. Qualcuno, già neofascista, poi finiano, poi chissà che ma sicuramente anti leghista, si riposiziona con giovanile baldanza e scopre che Salvini ha un suo perché. Soprattutto se imbarcherà i naufraghi di ogni navigazione sciagurata ed i falliti di ogni risma. Poi ci sono quelli del “si stava meglio prima”. Eh, le piazze di Almirante, eh le piazze di Mussolini, eh le piazze di D’Annunzio. Manca solo il riferimento alle piazze di Giulio Cesare e siamo a posto. Loro, i nostalgici assoluti, non voteranno mai per l’ex comunista padano che disprezzava Roma Ladrona. Per questo il barbaro leghista ha messo su un cartello di alleanze politiche che spazia dalla Meloni dei Fardelli d’Italia sino alla poi diana Sovranità, passando per Noi con Salvini contenitore per reduci che vogliono rientrare in gioco. Si può, ovviamente, decidere che nessuna di queste formazioni sia convincente, sia adeguata, risponda alle esigenze dei duri e puri. Che, ovviamente, si chiuderanno in quella che considerano la propria torre d’avorio confondendo l’avorio con la plastica riciclata. Ma c’è anche una terza via. Sarà che le terze posizioni affascinano di più, ma sicuramente in questo caso appaiono più convincenti. Non un partito ne’ un movimento. Non transfughi da ogni dove ne’ ipercritici inevitabilmente sterili. Sono quelli che pensano e lavorano. Che creano gruppi dove si studia, dove si propone, dove si costruisce. Piccoli gruppi che, in questa fase, stanno superando il cronico indivualismo,  mettono da parte l’autoreferenzialita’ ed iniziano a collaborare. Non per costruire l’ennesimo micropartitino dallo 0, ma per creare una rete di idee e di proposte. Un giornale online intervista il responsabile di un centro studi, una testata web pubblicizza l’attività di un piccolo editore, un think tank ospita le opinioni del leader di un altro centro di pensiero. Piccole cose? Neppure tanto piccole, se si ha la voglia di osservarle senza pregiudizi, senza la cronica invidia, senza il consueto livore. Esistono differenze, sensibilità non sempre omogenee, ma finalmente qualcuno ha imparato a collaborare nel rispetto delle diversità di opinione. Un mondo nuovo, in grado di elaborare progetti e programmi. Se poi Salvini vorrà riempire il proprio vuoto programmatico con questi progetti, e’ tutto da verificare. Così come non è per nulla scontato l’interesse di tutte le altre formazioni della galassia salviniana. Ma per lo meno non esiste più il vuoto.  Un problema che anche i vertici lepeniani sentono. E che cercano di affrontare nel modo giusto, anche se non si sa con quali risultati, visto che non tutti sono d’accordo. In Italia sarà più difficile, molto più difficile. Invidie e gelosie sono a livelli folli, la ricerca di un alibi per non impegnarsi e non far nulla e’ costante. Ma che almeno si sappia che il vuoto cosmico dei programmi non e’ inevitabile.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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