Basta con i pastori, pascoli solo alle multinazionali

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Amate i formaggi di alpeggio, quelli con gusti forti che ricordano i fiori e le erbe che hanno mangiato vacche, capre e pecore nei loro pascoli montani? Potete dimenticarli. Così come il latte più saporito o la carne più gustosa. E non ci sono soltanto i signori dell’Oms a voler stravolgere millenni di tradizioni alimentari. Chissà come han fatto a svilupparsi tutte le civiltà – da quelle europee a quelle asiatiche – considerando che le carni rosse sono state divorate ovunque e l’umanità non si è estinta. Ora il nuovo attacco sta per arrivare dall’interno. Con un documento in cui, per tutelare il lupo, si sosterrà che in montagna devono sparire i piccoli allevamenti, le greggi con pochi animali, gli alpeggi con un numero ridotto di vacche o capre. In montagna dovranno rimanere solo gli allevamenti delle multinazionali, con migliaia di bestie che devastano un territorio. Oppure, meglio ancora, si dovranno incrementare le attuali politiche truffaldine, quelle che assegnano gli alpeggi ai grandi gruppi che, poi, le bestie in montagna non le portano perché il costo e’ eccessivo. Certo, ogni tanto qualche organizzazione agricola e degli allevatori finge di protestare, poi basta la possibilità di farsi un selfie con il bugiardissimo e la protesta svanisce per lasciar spazio all’omaggio servile. Intanto, mentre nei palazzi romani e nelle università si discute di come difendere il lupo, i rischi sono destinati ad aumentare non solo per i pastori ma pure per i turisti. E non per gli attacchi dei lupi, ma per gli assalti dei cani da pastore. Addestrati ad essere aggressivi per difendere vitelli ed agnelli dai lupi, diventano sempre più aggressivi anche nei confronti degli escursionisti. Ovviamente nelle università lontane dalle montagne questi particolari sfuggono o sono considerati irrilevanti. Così come sono irrilevanti per i politici che si fingono amici della montagna ma che sono sempre pronti a baciare la pantofola del bugiardissimo e della sua squadra. Salvo, poi, andare in giro a piangere perché la crisi frena il turismo, perché i soldi sono sempre meno per i propri territori, perché bisogna tagliare sulle prestazioni a favore dei bambini, degli anziani, dei malati. Basta un selfie, però, ed il sorriso ritorna. E chissenefrega dei bambini, degli anziani, dei malati, dei pastori e degi escursionisti.

Augusto Grandi

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