DI BATTISTA? MOLTO MEGLIO DEI BUONISTI ITALIANI

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Tutti contro Alessandro Di Battista, il grillino che non ha affatto legittimato i tagliagole dell’Isis ma, correttamente, ha sostenuto che con loro va aperta una discussione. D’altronde tra amici la trattativa è superflua, è con i nemici che occorre discutere. Ma il vero problema non è come la dis informazione italiana abbia manipolato una dichiarazione, facendo apparire come sostegno ciò che sostegno non era. Il vero problema è che questa dis informazione sta dimostrando di non capire più nulla. Alla spasmodica ricerca di un padrone, non sanno più a chi rivolgersi. Obama li ha delusi, a parte Riotta che continua a magnificare i grandi studi del presidente Usa a fronte dell’ignoranza degli altri leader mondiali. Ma, per tutti gli altri, Obama è il “tentenna”, quello che non sa quale decisione prendere e, se poi decide, la sbaglia. Non a caso manca una linea guida, un pensiero forte. I cialtroni del politicamente corretto e della democrazia occidentale ovunque e comunque, non accettano che in buona parte del mondo questa democrazia non piace, anzi fa proprio schifo.

Qualche genio si è indignato perché, in tutto il mondo, si cominciano a rifiutare i confini imposti dai vincitori di guerre varie. Confini, nel caso delle ex colonie, tracciati con il righello sulla carta geografica, ignorando popoli, lingue, culture. Andava bene così, sostiene il genio. E con il tempo, assicura, i popoli si adegueranno, si rassegneranno, accetteranno l’inaccettabile. Per ora, no. E scoppiano conflitti ovunque. Le tribù rivogliono il loro ruolo, le proprie terre, la propria identità. C’è qualcosa di male? No, sino a quando la tribù non sconfina e si allarga nell’area di un’altra tribù, di un altro popolo con un’altra identità. Che è ciò che sta facendo l’Isis, andando a massacrare i vicini. Il problema non è l’identità, ma il sopruso.

Così come il problema non è riconoscere l’Isis come nemico con cui discutere prima di bombardare (perché ciascuno ha non solo il diritto, ma anche il dovere, di scegliersi amici e nemici). Il vero dramma è provocato dai buonisti che hanno deciso di rinunciare alla propria identità per essere più accoglienti nei confronti di chi arriva, non invitato, a casa nostra. I cialtroni che giustificano gli invasori che non si accontentano di alloggio e cibo gratis, ma pretendono il menu a loro scelta e la collocazione alberghiera più comoda ed intrigante. Se Di Battista chiede un confronto con gli altri, questi cialtroni lo criticano e poi non si confrontano ma cedono le armi della cultura, della dignità, dell’identità.

Sono loro, questi cialtroni, che fanno prosperare il terrorismo in Italia perché dimostrano, ai futuri terroristi, la vigliaccheria di questo Paese. Che rifiuta il confronto perché non ha idee da confrontare, perché non ha principi e identità. Altro che Grillo ed i grillini. Ma ai media di servizio non fa comodo raccontarlo.

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