BIMBA STUPRATA, QUARTIERE INDIFFERENTE. L’ITALIA SI INDIGNA A COMANDO

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Una ragazzina stuprata da un branco di piccoli bastardi. Non è certo una novità quello che è successo in un quartiere della periferia di Torino. Ma le reazioni alla vicenda rappresentano un salto di qualità. Verso il basso, ovviamente. Con la compagna presidente della circoscrizione che si indigna. Contro i piccoli bastardi? Ma no! Contro chi ha divulgato la notizia che rischia di mettere in cattiva luce il quartiere. Un quartiere degradato, grazie anche a gente come la compagna presidente che non sa imporre alcunché al compagno sindaco. I quartieri periferici abbandonati a loro stessi, tutti i quartieri abbandonati ai ladri di appartamento che, a Torino, hanno performance da primato italiano. Nella totale indifferenza dei cialtroni politicamente corretti, interessati solo a chiarire che la colpa dei furti non è dei clandestini. Perché loro, i politicamente corretti, sanno benissimo chi sono i ladri. Evidentemente, se no come potrebbero escludere gli stranieri? Ma italiani o clandestini, non è che ai derubati interessi poi molto. Così come non interessa ai genitori della bambina violentata. Ed è forse importante sapere che i danni, ai monumenti di Roma, questa volta siano stati provocati dai tifosi olandesi invece che dai teppisti locali o dai turisti in arrivo da chissà dove? Perché fingere di indignarsi solo per i tifosi, quando non si fa assolutamente nulla contro gli imbecilli che imbrattano muri, colonne, statue con i loro graffiti? E non con opere d’arte stradale, che pure esistono in giro per il mondo, ma con semplici scarabocchi di firme per spiegare a tutti chi è il deficiente di turno. Contro di loro che si fa? Li si comprende, li si blandisce, si spiega che esprimono il loro senso artistico. E gli stupratori? Non si fa nulla, li si comprende, li si aiuta, li si recupera (con risultati inesistenti). Intanto la bambina dovrà continuare ad incontrarli per strada, dovrà lasciare che la minaccino e la insultino. Oppure lei si chiuderà negli arresti domiciliari per non incontrarli mentre loro, i piccoli bastardi, potranno continuare a girare in scooter per il quartiere. Purché nessuno lo nomini, per non infastidire la compagna presidente.

Augusto Grandi

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