Il pensiero di Casaleggio rivolto a ritrovare l’Identità

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Con l’improvvisa morte di Roberto Casaleggio si pongono domande sulla sua rivoluzionaria figura politica: cosa ha rappresentato e come la storia lo ricorderà sono alcune domande che chiunque appassionato di politica si è posto. Era di sinistra? Forzista? Oppure di Destra? Sicuramente si può affermare che è stato colui che è riuscito a portare l’Italia dalla Seconda alla Terza Repubblica grazie alla creazione di un Partito politico di massa. Ammirato dai sostenitori dei pentastellati, al contempo è sempre stato osteggiato dal centro sinistra e soprattutto dal centrodestra che sin dall’inizio ha visto in quell’uomo con i capelli alla John Lennon un pericoloso avversario politico.

Scarne sono state le condoglianze da parte della Destra nei confronti di un personaggio che si può definire come l’ultimo guru di una simile area politica. Nessun volo di fantasia, solamente una lucida analisi politica che pone le sue basi nelle ideologie identitarie e tiene conto della sua volontà. Escludendo gli imborghesimenti di cui oggi è vittima la destra a causa di spinte liberali e democristiane, il pensiero politico di quella determinata area politica si è sempre basato su un superamento di una logica borghese-parlamentare tipica del XIX secolo. Il mondo di Sinistra a base marxista si è sempre basato su una contrapposizione tra classi sociali: tipico a riguardo è il concetto di lotta di classe, e quindi una visione totalmente diversa da quella di destra che si basa su una fusione sociale al di fuori di logiche partitiche nell’intento di garantire un sano progresso economico al Paese e che non getta le basi su logiche di scontro.

Non si guardi a ciò che oggi ci viene mostrato politicamente quanto piuttosto al concetto. Casaleggio non si definiva nè di destra e neanche di sinistra, si considerava al di fuori degli schieramenti. Anche tematiche quali la lotta alla globalizzazione, tanto caro a una destra che getta le sue basi nel concetto di popolo e di sovranità, e di tutela all’ambiente, si pensi alla particolare attenzione che vi è stata nei confronti della protezione dell’ambiente durante il regime fascista, sono ulteriore conferma di una visione di pensiero che getta le sue basi in una visione identitaria.

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Il pensiero comunista si basa sul progresso della tecnica e quindi in un’ottica materialista, sfociata poi nella cosmologia, secondo cui le macchine e il progresso sono l’unico strumento per l’evoluzione dell’uomo. A contrapporsi al pensiero marxista vi è una concezione maggiormente spirituale, tipica nel mondo di una destra romantica, la quale si può riscontrare nel pensiero di Casaleggio. Un esempio è la visione etica della gestione della Cosa Pubblica usando frasi come: “Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”. Certamente la politica fatta sul web, innovazione frutto del suo genio, può essere un progresso della tecnica, ma deve essere vista secondo quell’ottica rivoluzionaria tipica di una Destra che non si basa necessariamente sul concetto di Conservatorismo quanto piuttosto su quello di continua rivoluzione per il bene della Patria.

Casaleggio è stato un comune uomo che, volendo fare politica, pur non essendo comunista, si è accorto, prima di tanti altri, dei pericoli rappresentati da una figura quale è  stata quella di Berlusconi che ha dato tanto alla Destra nel breve periodo per poi distruggerla in una miriade di partitini in perenne lotta tra di loro.

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Casaleggio inoltre si oppose, all’indomani delle elezioni politiche del 2013, di governare assieme al centrosinistra a guida Bersani che probabilmente sarebbe stato generoso nel conferire cariche e meriti.  Una visione simile a un certo mondo di Destra che accettò alcuni compromessi solo come via per imporre una nuova visione etica di Stato, di sicuro, alleandosi con il centrosinistra, ciò non era possibile. Ma coerentemente con i suoi valori e ad una nuova visione etica di Stato non poteva e non ha voluto scendere a compromessi così come dimostrò nel 2014 con la coraggiosa scelta di allearsi con l’UKIP di Nigel Farage, un partito politico che ben poco cerca di trovare quelle soluzioni di compromesso tanto amate da Marine Le Pen. È proprio quest’ultima decisione a far capire il modo in inequivocabile che la figura di Casaleggio ben si potrà collocare nel Valhalla, sala dei morti in battaglia tanto amata da molti personaggi della Destra.