CERNOBBIO, SPECCHIO DELL’ITALIETTA FALLITA

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Il burattino non va a Cernobbio al Forum Ambrosetti (e chissenefrega) ed i media – che non ricordano il dilemma morettiano (mi si nota di più se non vado o se vado e mi tengo in disparte) – scatenano un dibattito sulla necessità della presenza del premier di questa Italietta fallita ad un forum privato. Il burattino, abituato a prender ordini in ben altri consessi, liquida la faccenda sostenendo che è meglio andare dove si creano posti di lavoro invece di perdere tempo con le discussioni dei salotti dei soliti noti. E probabilmente ha ragione lui. Forum autoreferenziale al massimo livello, dove gli imprenditori ed i finanzieri vanno solo per farsi vedere e non elaborano un’idea vincente nemmeno se li paghi (gratis non se ne parla proprio).

Ma così inutili che, dopo essere stati snobbati dal burattino, lo premiano comunque con un sondaggio che approva il nulla cosmico del governo con l’80% dei consensi. E allora sì, ha ragioni il burattino. Questa è l’oligarchia del potere economico nazionale, non è un salotto buono ma solo un salotto con i divani coperti da teli per evitare che si rovinino. Questa non è la classe dirigente ma solo quella digerente, che digerisce quanto è stato fatto prima di loro. Si vedono, si incontrano, si parlano e non esce nulla. Neppure il topolino partorito dalla montagna. Questo è il mondo da cui provengono i poteri “forti” che sono forti solo in Italia ma non contano una cippa di nulla quando si superano i confini. Economisti eterodiretti, imprenditori che non investono, speculatori che si accontentano delle briciole lasciate dagli squali internazionali. Per lo meno nel governo del burattino si ha il coraggio di essere arroganti, ignoranti, presuntuosi. Il burattino spiega che con mille euro al mese ci si può arrangiare benissimo e si può pure pagare qualche tassa in più per “solidarietà”.

Non è chiaro la solidarietà verso chi dovrebbe essere, probabilmente nei confronti degli invasori boldrinizzati. Boschi si limita a portare sfiga, facendosi immortalare di fianco ad Alonso prima che il ferrarista, dopo anni, si fermi per un guasto. Madia decide, da aspirante padrone delle ferriere, chi deve avere gli aumenti e chi deve far la fame, “a prescindere”. Mogherini minaccia Putin convinta che il leader russo aspetti la linea dal governo italiano. Ma il meglio è Guidi che, assolutamente in linea con il padre in era confindustriale, mette fine all’ipocrisia padronale dei “collaboratori come risorsa fondamentale per l’impresa”. Macchè: per il ministro del governo del burattino i dipendenti (collaboratori? suvvia.. è già tanto che non siano schiavi) rappresentano un costo eccessivo per il padrone. Merito? Competenza? Professionalità? Parole adatte per i convegni. Imprenditoria? Pure.

Il padrone deve solo risparmiare, e risparmia penalizzando i dipendenti, licenziandoli quando fa comodo, abbassando gli stipendi, assumendo immigrati disperati che non pretendono diritti. E’ la nuova frontiera del Made in Italy. I marchi storici, con relativa produzione, in mano a imprenditori stranieri. La bassa qualità produttiva affidata a padroni italiani ed a schiavi sottopagati. C’è solo un problema: questi maledetti schiavi sottopagati non comprano i prodotti italiani con prezzo elevato. Ma al prossimo Forum di Cernobbio qualcuno proverà a spiegare questi comportamenti inaccettabili dei poveri.

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