Con i populismi cambia il vento!

0
25

Tira aria nuova in Occidente. Dopo Brexit e Trump il referendum italiano e le elezioni austriache diventano momenti cruciali della lotta fra popolo e oligarchie che stanno per venire smascherate, tanto che anche il Papa le addita quale frutto dell’egemonia tecno-finanziaria.

Oligarchie ben rappresentate dalla Merkel che si candida per la 4^ volta a guidare la Germania “per salvare la democrazia dai populismi”; dalla Clinton che guida le proteste made in Soros; da Obama, che annuncia che combatterà da cittadino lasciando che sia la moglie Michelle a prendere la sua eredità politica; da Tony Blair, modello di Renzi, e da Sarkozy, l’unico che avendo capito che si sta verificando una nuova presa della Bastiglia s’è ritirato dopo la batosta alle primarie.

La storia insegna che il popolo tradito prima o poi si ribella.

Si sentono tradite le famiglie, da leggi che puntano alla loro disgregazione per avere degli individui atomizzati e deboli da manovrare, che penalizzano chi ha figli (non chi li compra in qualche clinica privata), che impediscono la libertà educativa, che fanno fuggire all’estero i giovani e che permettono l’invasione degli immigrati.

Si sentono traditi gli artigiani, vessati dal fisco, dalla burocrazia e dalla mancanza di rispetto derivante dal pregiudizio “voi siete evasori”; dalle infrastrutture scadenti, dalle scelte geopolitiche insensate e dalle tasse occulte, l’ultima delle quali si trova nella prossima finanziaria e che porterà un aumento di 300/700 euro l’anno per ogni partita Iva.

Si sentono traditi gli operai, che vedono svanire il diritto al lavoro e le conquiste sociali, mentre i dirigenti pubblici mantengono il posto come delle cozze attaccate allo scoglio e assistiamo a casi di giovani che consegnano pizze a domicilio per poco più di 2€ l’ora, di donne che lavorano nei magazzini per più di 290 ore al mese, di uomini costretti a fare il doppio lavoro per mantenere la famiglia, di giovani laureati costretti a valorizzare i propri studi ovunque tranne che in Italia.

Il vento sta cambiando. E da una scorsa alle dichiarazioni che prendono spunto dalla vittoria di Trump di alcuni fra i principali leader europei se ne ha una conferma abbastanza chiara.

Geert Wilders, deputato olandese, capo del Partito della Libertà (PVV), ha dichiarato :

< L’America si è appena liberata del “politicamente corretto”.(…) Ora è il momento dell’Europa. Possiamo fare lo stesso.> <(…) elettori dell’America preoccupati per l’immigrazione, per la perdita del lavoro a causa della globalizzazione, per l’islamizzazione (…)>

Nigel Farage, eurodeputato e capo del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito:

<Sembra che il 2016 stia per essere l’anno di due grandi rivoluzioni politiche. Pensavo che la Brexit fosse qualcosa di grande. Bene, sembra che ci si orienti verso qualcosa di più grande ancora. (…) la stampa non si è ancora resa conto di quello che sta accadendo nel mondo>.

Laurent Wauquiez, leader del partito francese Les Republicains:

<Questo voto è la conseguenza di una rivolta delle classi medie contro un’élite dirigente che vuole imporre quello che si deve pensare>

Heinz Christian Sprache del Partito della Libertà austriaco:

< La sinistra politica e l’establishment altezzoso e corrotto viene punito> ed usa il verbo al singolare, come se sinistra ed establishment fossero un tutt’uno!

Tom Van Grieken, belga, capo del Vlaams Belang ( Interesse Fiammingo):

<L’ascesa di Trump non è un fenomeno isolato. Anche in Europa sempre più elettori vogliono un cambiamento reale>.

Il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen definisce la vittoria di Trump un voto < contro l’establishment>.

Il leader del partito di destra Alternative fur Deutschland (AfD) Frauke Petry :

< Come gli americani i cittadini tedeschi devono avere il coraggio di esprimere un voto alle urne e non restare inerti. La loro opinione conta, anche se il “politicamente corretto” sembrerete aver elevato il consenso decretato al livello di una nuova dottrina>.

Beatrix von Stroch, eurodeputata di Alternative fur Deutschland:

<(…) i cittadini del mondo occidentale vogliono un cambiamento politico. (…) Negli Usa come in Germania i cittadini desiderano avere confini sicuri, meno globalismo e una politica che si concentri con buon senso sui problemi del loro stesso paese>.

Il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman ha dichiarato che quella di Trump è stata una vittoria <sulla manipolazione dei media> e che < sono stato uno dei pochi politici europei ad essermi espresso pubblicamente in favore di questo candidato perché sono d’accordo con le sue opinioni sull’immigrazione e sulla lotta contro il terrorismo islamico>

Il premier ungherese Orban: < Che magnifica notizia. La democrazia è ancora viva>.

Il 4 dicembre, oltre al referendum in Italia, dove Renzi è in svantaggio e gli osservatori internazionali accreditano l’ipotesi che il voto americano abbia dato una spinta ulteriore al NO, ci saranno anche le elezioni presidenziali in Austria, dove Norbert Hofer, leader del Partito della Libertà, della destra populista, è in vantaggio.

Se queste due consultazioni si dovessero risolvere con la vittoria del No e di Hofer, l’establishment europeo e mondiale subirebbe un altro duro colpo e la situazione politica internazionale potrebbe subire una svolta definitiva in senso popolare, identitario, sovranista e sociale.

Nel 2017 ci saranno le elezioni anche in Francia, dove Marine Le Pen ha buone possibilità di diventare presidente della Repubblica, in Repubblica Ceca, in Germania e il Olanda.

In tutti questi paesi i movimenti che difendono il popolo vengono definiti dispregiativamente dai media asserviti al potere come “populisti” per il fatto che si oppongono all’immigrazione selvaggia e al meticciato. Ma chissenefrega: se stare dalla parte del popolo vuol dire essere populisti, ben venga anche questo aggettivo!

Il 4 dicembre abbiamo una grande opportunità: votando NO potremo votare NO alle oligarchie, al dominio della finanza sulla politica, alla prepotenza della tecnica sulla vita umana. Non lasciarti fregare dalla domanda capziosa che troverai sulla scheda elettorale: difendi il futuro dei nostri figli e della nostra Patria, vota NO.

Comments

comments