Contro il Front National una grande abbuffata

No, non è stata una grande ammucchiata a fermare il Front National. E’ stata una grande abbuffata a contrastare Marion e Marin Le Pen. Perché l’ammucchiata richiederebbe posizioni discordanti tra Sarkozy (il genio che, con l’aggressione alla Libia, ha provocato gli attuali disastri) e Hollande, il fratello scemo di Ignazio. E invece lo schieramento anti Fn e’ compatto perché i due partiti, e ammennicoli vari, sono facce diverse della stessa idea. Anti patriottica, globalista, anti identitaria. Il partito socialista francese non ha nulla a che fare con il socialismo. Dunque può tranquillamente sostenere Sarkozy in nome del mercato, della distruzione di tradizioni e cultura, dell’invasione senza freni, della negazione stessa di ciò che è stata la Francia. Ridotta ora ad una accozzaglia di varie forme del nulla, di gente frustrata che, di fronte a due bombardamenti a casaccio, si illude di aver ritrovato la grandeur di un passato morto e sepolto. Bisognava fermare il Fn perché creava un solco tra la grande abbuffata ed il Paese reale. Perché rischiava di far prendere coscienza ai francesi del fallimento di tutti i politici dopo De Gaulle. Perché voleva dare la parola al popolo contro le oligarchie che si spacciano per elites. Non è più la destra contro la sinistra, perché destra e sinistra si abbuffano insieme. E’ il popolo contro i poteri forti e gli idioti che li sostengono nella speranza, vana, di ricevere in cambio qualche osso da rosicchiare. Per convincere gli idioti il partito socialista al governo e’ arrivato ad ipotizzare scenari da guerra civile. Una minaccia che rivela meglio di ogni altra cosa il livello infimo di queste oligarchie. Il loro terrore. Destinato ad aumentare. Perché è vero che il Fn non guiderà neppure una regione (che, in Francia, hanno poteri di molto inferiori alle regioni italiane), ma Marion Le Pen ha ottenuto il 46% dei voti nel Paca e la zia Marin oltre il 40% nel profondo Nord. La grande abbuffata e’ riuscita nell’impresa di spaccare in due la Francia. Non accettando che gli elettori potessero scegliere ma minacciando guerre civili per giustificare un’unione che sembrava priva di senso e che, invece, e’ solo la riprova di un unico obiettivo comune tra sinistra e destra: divorare la Francia fregandosene dei francesi.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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