Da Quota 100 a Corinaldo: l’orgia della disinformazione squallida

Visto che i sondaggi premiano Salvini e bocciano le opposizioni, i media di servizio si scatenano cavalcando polemiche sempre più assurde. 

A partire da Quota 100 che, secondo i soliti quotidiani di comodo, creerà dei vuoti terribili nella Pubblica amministrazione, svuotando ospedali e scuole, frenando i lentissimi iter burocratici ad ogni livello.

Dimenticano, i giornalisti al servizio delle opposizioni, che Quota 100 non è un obbligo, non è un automatismo. E comporta pure delle penalizzazioni sull’assegno pensionistico. Dunque se in tanti preferiscono andarsene, pur guadagnando meno, significa che il clima sul posto di lavoro è pessimo. Nel pubblico come nel privato. Ma interventi per migliorare la qualità del lavoro non sono previsti.

Dunque, secondo i media di servizio, i dipendenti più anziani dovrebbero essere obbligati a continuare a lavorare a prescindere dall’età e dalle condizioni nelle aziende pubbliche e private. Togliendo occupazione ai più giovani, ovviamente, ma quando si fa polemica non si può badare a questi particolari.

Anche nel caso dei giovani criminali arrestati per aver provocato 6 morti nella discoteca di Corinaldo dove si aspettava l’esibizione di Sfera Ebbasta (esibizione, perché i concerti sono ben altra cosa). Per il Tgpd5 gli arrestati sarebbero tutti modenesi, a partire da Moez Akari e Sohuibab Haddada, nomi e cognomi tipici dell’Emilia profonda. Ma si può accusare di rapina ed omicidio preterintenzionale un paio di grandi risorse impegnate a pagarci la pensione e ad arricchirci con l’apporto della loro cultura? No, ovviamente. Dunque si nascondono nomi e provenienza che vengono invece forniti con dovizia di particolari per gli arrestati italiani, con tanto di foto. 

Sono i disperati tentativi di fronteggiare la rabbia popolare nei confronti di oligarchi che hanno distrutto il Paese e che ora cercano di riciclarsi inventandosi nuovi contenitori politici o cercando di cancellare le proprie responsabilità.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".