E I BUONISTI SI ACCORGONO CHE L’ISIS E’ CATTIVA

Hanno ammazzato degli italiani e, all’improvviso, anche i cialtroni buonisti di casa nostra han capito che i tagliagole dell’Isis non son brave persone. Sino a quando sgozzavano francesi e giapponesi andava tutto bene e bisognava capire i criminali. Così come quando si facevano pagare mega riscatti per restituire due sprovvedute rapite in Siria. Ma ora basta. Ed i cialtroni buonisti si trasformano anche in guerrafondai. Pronti a far guerra alla Tunisia che, ovviamente, non c’entra nulla ed è vittima ancor più dell’Italia.

E’ evidente che l’assalto a Tunisi non era diretto contro l’Italia. Anzi, se gli assassini non fossero stati dei caprai ignoranti, avrebbero evitato di sparare contro gli italiani perché il nostro Paese rappresenta la più agevole delle porte per spedire criminali in giro per l’Europa. Grazie a Boldrini ed Alfano i terroristi possono entrare indisturbati. Arrivano per creare terrore, per spaventare. Ed in questo senso diventano utili anche gli assassini come l’ubriaco che ha sgozzato un ragazzo italiano a Terni. Il terrore va bene in ogni forma. Un attentato come un’aggressione al bar, una bomba come uno stupro. L’Isis vuole uno scontro di civiltà e tutto serve per alimentarlo. In questo l’Italia e’ perfetta, con vescovi che difendono gli assassini ed accusano gli italiani per non aver offerto alle grandi opportunità clandestine ville con piscine per evitare l’emarginazione. Per favorire uno scontro di civiltà sono utili i presidi che vietano il prosciutto ed il panino al salame nelle mense scolastiche, i professori che vietano il presepe e le recite di Natale. Sono loro i responsabili del conflitto, della rabbia impotente che si trasforma in uno scontro assurdo tra civiltà. Sono loro i veri complici dell’Isis che proprio questo vuole.

Così come vorrebbe, ora, bombardamenti indiscriminati per mostrare alla stragrande maggioranza degli islamici,  quelli che non sognano alcuno scontro di civiltà, che l’Occidente è cattivo e li perseguita. Certo, e’ più facile bombardare piuttosto che andare a combattere sul terreno i tagliagole, eliminandoli definitivamente. Certo, e’ più facile andare a controllare cosa dicono gli imam nelle moschee piuttosto di spiegare a certi vescovi italiani il rispetto per le vittime prima di quello per gli assassini. Ed è evidente che con Boldrini ed Alfano l’Italia sia obbligata a scegliere non la strada più giusta ma quella più assurda ed inevitabilmente perdente.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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