E’ primavera, sbocciano i nuovi sbarchi

La primavera si avvicina. Se ne sono accorti anche gli aspiranti a trasformarsi in  nuove risorse. E così gli sbarchi, che non si sono mai arrestati neppure nel pieno dell’inverno, riprendono nuovo vigore.

Nell’indifferenza generale dei ministri e degli organi di disinformazione. Se n’è accorto l’italiano assassinato da una grande opportunità, ma per il resto il popolo bue resta indifferente. Il problema è il ruolo del ministro Lotti e del babbo del bugiardissimo nella vicenda di favori e di commesse. Tutti attenti ai nuovi nomi che spuntano, a vario titolo, nell’inchiesta. E che sputtanano non solo il Pd ma anche spezzoni vari di un centrodestra aduso a certi giochetti. Così, mentre ci si scanna sul babbo dell’ex premier, nessuno si occupa più delle promesse a vuoto dell’attuale ministro dell’Interno. Dove sono finite le migliaia di espulsioni promesse? Che fine hanno fatto i clandestini che dovevano essere rimandati a casa loro? Tutto tace, meglio occuparsi di Romeo e Bocchino. Anche l’Europa, per frenare i consensi a Marine Le Pen, annuncia espulsioni di massa, peccato che i rimpatri restino sulla carta. E, anzi, tornino ad aumentare gli ingressi, invece delle uscite. Tanto in Italia la disoccupazione non esiste. Tanto l’Italia ha soldi in abbondanza per garantire la sanità gratuita ai nuovi ospiti, dopo aver tagliato i posti letto per gli italiani. Ogni tanto spunta un sondaggio che evidenza una crescita del polo destre-centrodestra, ma ormai non si preoccupa più nessuno. Ogni volta che i sondaggi indicano un progresso, Berlu interviene a gamba tesa per chiarire che un eventuale successo non porterebbe al benché minimo cambiamento. Tutti obbedienti a quel Ppe corresponsabile dell’invasione e dell’impoverimento degli italiani. Nessuno ha dubbi in proposito. La vicenda di Bocchino e la mancanza di interventi da parte dei politici delle destre è un segnale inequivocabile. Persino nel Pd riescono ad interrogarsi, pur con tutti i garantismi del caso, sui comportamenti dei loro politici e sugli atteggiamenti più congrui. A destra nulla. Va bene così. Una garanzia, in vista di un voto per cambiare.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".