Scrive Dagospia che il bugiardissimo, nel suo viaggio in Argentina, si sarebbe trasformato in ignorantissimo, recitando in pessimo spagnolo una poesia di Borges che di Borges non era. E che sarà mai? Su internet qualcuno l’aveva attribuita a Borges ed il mio staff di 200 persone mica ha tempo di verificare su quella cosa antica e rottamato che si chiama libro. Va beh, mi hanno accusato anche per le statue nascoste quando è arrivato in visita il presidente iraniano. Colpa dello staff, come facevo a sapere che l’Iran deriva dalla Persia e che ci sono tutt’ora statue di nudi? Bisognerebbe studiare, ma quella è un’attività del passato. Io sono un uomo del “fare”. E che sarà mai se un picchetto d’onore confonde Iran ed Irak? Sempre stranieri sono. E poi vogliamo ricordare la Gelmini convinta che ci fosse un tunnel dalla Svizzera al Gran Sasso? Noi che governiamo non abbiam tempo per le sciocchezze. Fatti non foste a viver come bruti, come cantava Battiato. Ah, non era Battiato? Lo staff mi suggerisce un tenore del passato, tale Alessandro Manzoni. Dante? La solita opposizione che cerca di fregarmi. Lo sanno tutti che Dante era un calciatore del Brasile. Sul calcio sono preparato. Uno dello staff sostiene che si chiamasse Dante anche un cantante fiorentino del Risorgimento. O Rinascimento? O Medioevo ? Boh, son di Rignano, mica di Firenze. E poi tante storie per un cantante cieco come Borges. Già la Boschi mi aveva accennato ad un altro artista cieco che era andato a Sanremo, tale Omero. No, mi dicono che si chiamasse a occelli e avesse cantato l’Eneide, o qualcosa del genere. Ma che ne sa la Boschi? Lei è preparata sulla banca etrusca, mica su Sanremo che, come dice Toti, sta in Piemonte ma bisogna portarla in Liguria. E quante storie perché parlo male lo spagnolo. Una lingua morta, era giusto per far scena. Ah, non è ancora morta, come lingua? Allora bisognerà rottamarla, così non ci si pensa più. E la prossima volta parlerò solo di cantanti italiani. Come quel Verdini, con il suo Vola pensiero. No, mi dicono che Verdini e’ un altro. Quello si chiamava Rossini, forse. O Verdi? Manca Bianchi e facciamo il tricolore, come in Messico. Lo staff mi dice che anche l’Italia ha il tricolore. Devo licenziarli, quelli dello staff, confondono la bandiera italiana con quella francese. E poi ora sono sotto attacco da parte della Germania. Quell’Accademia della crucca che vuol spiegare a me come si parla l’italiano. Chiaro che la crucca e’ la Merkel. No, mi dicono che è crusca e non crucca. Allora sarà un attacco di quel fascista di Lucio Battisti: “che nei sai tu di un campo di grano?” . Lo staff sostiene che Battisti e’ morto da tempo, ma io sono preparato sul grano e sulla farina, perché quella del diavolo va tutta in crusca. E tutto questo Borges non lo sa..

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