ETERNIT. PRESCRIZIONE IN NOME DEL BURATTINO

Perché stupirsi della richiesta di prescrizione per le migliaia di morti da amianto alla Eternit? Il prossimo processo avrebbe riguardato i morti per amianto alla Olivetti dell’era di De Benedetti, dunque meglio portarsi avanti e chiarire subito che il processo e’ inutile. Dunque meglio non farlo neanche, così si risparmiano tempo e denari. E poi, in fondo, si rispetta la linea indicata da sua nullità il burattino: i lavoratori italiani non hanno più diritti, quindi possono crepare per amianto o morire di fame per mancanza di lavoro. Bisogna essere moderni, basta con le tutele. E se, fastidiosi come sono, non vogliono crepare per infortuni sul lavoro o morire di fame, possono sempre emigrare. Non sarà mica un caso che la richiesta di prescrizione per la Eternit segua la farsa della decisione della cassazione sui morti nella rogo della ThyssenKrupp a Torino. Suvvia, signori, son cose che succedono. Uno pretende di lavorare, magari vuole persino essere pagato per la sua attività, e poi vorrebbe pure che il donatore di lavoro investisse pure sulla sicurezza? Ma dove credono di vivere? Non sanno che Serra, il finanziatore del burattino, aborre i diritti di chi lavora (e aborre pure chi lavora al di fuori della City di Londra)? E se non piacciono al finanziatore, non piacciono neppure al finanziato. La giustizia si adeguerà, se no il burattino taglia le ferie. Invece, quando i magistrati si comportano bene e rispettano i voleri di sua nullità, dal burattino e dalla sua corte possono arrivare le consuete considerazioni politicamente corrette sul dovere di rispettare il lavoro dei giudici e le loro sentenze. Rispettare il diritto alla vita delle migliaia di lavoratori morti per amianto? Beh, questo no. Non esageriamo. Il diritto alla vita di chi lavora e’ un retaggio del passato, deve essere rottamato, come i lavoratori stessi. E poi alla City l’amianto non c’è. Chiedere al finanziatore Serra per conferma.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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