Guerra di religione? Si, in nome del dio denaro

Guerra di religione? Che assurdità. La guerra di religione ci può essere quando ci sono due che combattono e due religioni che si oppongono. Ma il cristianesimo si è trasformato in una sociologia senza alcun riferimento al sacro. Ed è pronto ad accettare qualsiasi compromesso e qualsiasi imposizione pur di non combattere. Allora guerra di civiltà? Macché. Quale sarebbe la civiltà in guerra? L’Europa ha rinnegato ogni riferimento alla propria storia, alla propria civiltà. Per abbracciare il nulla, attenta solo al denaro, prona ad ogni intimazione politicamente corretta. Allora è una guerra tra culture? E’ interessante notare come la memoria degli aggrediti sia corta, cortissima. Eppure sono trascorsi pochi anni da quando le banlieues parigine (ma anche quelle londinesi) esplodevano. Con rivolte guidate dai fratelli maggiori di quelli che oggi si fanno esplodere ammazzando a casaccio. Cialtroni vestiti allo stesso modo dei figli dei bobo dei quartieri bene di Parigi. Le stesse braghe calate, le stesse mutande, gli stessi cappellini da idiota messi a rovescio. Gli stessi rumori fastidiosi spacciati per musica e gli stessi spacciatori di sostanze varie. Non è un caso che molti terroristi, e ancor più seguaci dell’Isis trasferiti in Siria, provengano dalle galere parigine dove soggiornavano per reati comuni. Ed allora di quale cultura si parla? Hanno indottrinato dei criminali comuni, trasformandoli in criminali politici. Ma erano criminali che, già prima, odiavano la Francia, l’Europa. Perché non ne facevano parte. E non per una inesistente appartenenza all’Islam. Così come non fan parte della cultura italiana ed europea tutti i ragazzotti italiani da infinite generazioni che hanno rinnegato la propria appartenenza per abbracciare il nulla americano. Guerra tra chi, allora? In nome di chi? Dell’Islam di Avicenna ed Averroe’? Ma per piacere, non ne conoscono neppure l’esistenza. Combattono e uccidono semplicemente in nome del lavaggio del cervello (del piccolo cervello) operato da servi fedeli dei guardiani di capre trasformati in ricchissimi sauditi. Senza cultura, senza dio al di fuori del denaro. Foraggiatori di ogni caos perché nel caos si arricchiscono. Con la complicità di chi, in nome dello stesso dio, va ad ossequiarli per ottenere qualche investimento in più. Un’Europa di servi, non di guerrieri. Con il fratello scemo di Marino che ordina bombardamenti dopo aver lasciato che centinaia di suoi connazionali acquisiti andassero liberamente a combattere contro Assad. Si, Assad, l’islamico che davvero combatte contro i tagliagole finanziati dall’Occidente.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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