Le petit Macron, indegno occupante della poltrona dell’Eliseo che fu di Charles De Gaulle, si fa fotografare con due francesi di pelle scura, uno a torso uno mentre mostra il dito medio.

Secondo alcune versioni i due sarebbero pure pregiudicati, mentre altri difendono il gesto come tipico dei rapper, ma il problema non è quello.

Il problema è che Micron, pochi mesi or sono, aveva pubblicamente redarguito ed insultato un giovanotto che si era permesso di rivolgersi a monsieur le president dandogli del tu e chiamandolo per nome. Ma lo sfrontato aveva la pelle bianca.

Non è l’unico esempio dell’applicazione dei due pesi e due misure in Francia.

Un produttore di rumori molesti, che si spaccia per rapper, ha lanciato una schifezza definita canzone in cui invita i francesi colorati ad impiccare i bianchi adulti e ad entrare negli asili per ammazzare i bambini bianchi. Per molto meno i magistrati transalpini avevano condannato i bianchi per discriminazione razziale. Ma il sedicente cantante, colorato, ha assicurato che il suo non era razzismo e la gauche caviar si è schierata a difesa della libertà di espressione.

La stessa gauche caviar che si era dimenticata della libertà di espressione quando si è trattato di condannare e di impedire gli spettacoli di Dieudonné, artista anche lui colorato ma colpevole di piacere alla destra estrema.

Ma non è che in Italia si stia molto meglio. La rappresentante di una di quelle associazioni che lavorano per l’Onu con l’incarico di intervenire contro ogni forma di pensiero non politicamente corretto, ha sostenuto che Dante deve essere eliminato dalla scuola italiana poiché spinge all’odio e alla discriminazione razziale e religiosa.

Dunque l’Onu se ne frega dell’invito a sterminare i bambini bianchi ma si indigna per le collocazioni dei dannati nell’Inferno dantesco. E anche nel Purgatorio.

Se proprio si vuol mantenere lo studio delle opere di questo poco conosciuto autore fiorentino, bisogna almeno accompagnare la lezione con un quarto d’ora di condanna preventiva di ciò che si andrà a leggere. Un quarto d’ora ogni volta. Ma sarebbe preferibile lasciar perdere del tutto la Divina Commedia per dedicarsi allo studio dei testi del rapper che vuole lo sterminio dei bianchi.